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Il retroscena di Garcia: "Rifiutò la Roma per non gestire il caso Totti"

L'edizione on line della Gazzetta dello Sport presenta alcuni estratti del libro di Rudi Garcia dal titolo "Tutte le strade portano a Roma". All'interno ci sono molte curiosità.


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23/02/2016 16:23 - Interviste
Il retroscena di Garcia: Rifiutò la Roma per non gestire il caso Totti
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L'edizione on line della Gazzetta dello Sport presenta alcuni estratti del libro di Rudi Garcia dal titolo "Tutte le strade portano a Roma". All'interno ci sono molte curiosità. Tra queste l'esistenza dell'ufficio di Francesco Totti a Trigoria. Una stanza, un museo zeppo di maglie, scarpini, fasce da capitano e cimeli di ogni genere. "Entrando nel suo ufficio - scrive il tecnico francese -, dove feci una rapida incursione, rimasi sbalordito dall'incredibile spettacolo che mi si parò davanti. Mi uscì spontaneamente dalle labbra un 'Addirittura!', espressione che traduceva il mio stupore. Credevo di trovarmi in un museo dedicato a Francesco Totti. C'erano le innumerevoli maglie che aveva scambiato con i più grandi giocatori del pianeta, una moltitudine di gadget che lo raffiguravano, una profusione di manifesti sui muri e un pupazzo di cartone che rappresentava Francesco, a grandezza naturale, in tenuta da gladiatore! Allucinante. Avevo pensato, quasi divertito: 'Caspita! Un giocatore in attività che dispone di una stanza personale all'interno del suo club. Davvero niente male'". Adesso c'è da capire se nella prossima stagione Totti siederà dietro quella scrivania oppure ancora negli spogliatoio al fianco del suo adorato armadietto. Il contratto da dirigente (durata sei anni, a 600mila euro a stagione, la stessa cifra che percepisce Walter Sabatini) c'è già, ma la voglia di onorarlo subito? Nel frattempo il Capitano pensa. Ma, per dirla alla Spalletti, tra fare il "Giggs" (tradotto, l'allenatore in seconda) o il "Nedved" (dirigente) Francesco non ha dubbi: ancora il calciatore, ancora il simbolo con la maglia numero 10 sulle spalle. Per appenderla al muro di quell'ufficio c'è tempo. "Ma non è un museo: è un ricordo" spiegò il capitano in un'intervista a Sky del marzo 2013: Un ricordo dove tengo le cose più importanti: le fasce da capitano, le maglie dei big che ho affrontato in carriera. Penso che sia un luogo di ricordi che a tutti piace vedere". Magari non agli allenatori che dal 28 marzo 1993, giorno del suo esordio in Serie A hanno la percezione che "Francesco abiti con la sua presenza i corridoi di Trigoria. Una sensazione strana, la prova che Totti occupi un posto unico", riprendendo sempre le parole di Garcia nella sua biografia. E qualche pagina più in là, l'uomo di Nemours aggiunge kili sulla bilancia dell'immagine del "Pupone": "Dopo aver firmato con la Roma, mi hanno raccontato che Villas-Boas, qualche mese prima, aveva rifiutato un'offerta del club: era stato per non dover gestire il caso Totti". E per evitare di abbassare lo sguardo passando davanti al suo ufficio.


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