Il magistrato Caselli contro Agnelli: "Lo stadio non è casa sua! Gobbo a me? Ad Andreotti risposi..."
Pubblicato nella sezione Interviste

Il magistrato non ha peli sulla lingua e risponde così alle vicissitudini degli ultimi mesi che hanno visto protagonista la Juventus.
Il magistrato Gian Carlo Caselli, alla Gazzetta dello Sport, risponde ad Agnelli sull'esposizione degli scudetti revocati: “Lo stadio non è casa sua, è un luogo aperto al pubblico. L'Avvocato? Quando ero in Sicilia, un giorno mi fece chiedere un colloquio. Non parlammo di cose d’ufficio, voleva sapere un po’ di mafia e di Palermo".
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"Quando stavamo per congedarci, imperturbabile com’era, mi chiese con uno sguardo ironico: ‘Cosa ne penserebbe di una fusione tra Toro e Juve?’. Alzai le mani e gli dissi: ‘Ma per carità’. Mi hanno dato del fascista e del comunista, ma mai dello juventino. Andreotti definì il mio pool di Palermo figli della gobba, per dire che non ci facevamo i fatti nostri. Risposi: Gobbo a me che sono granata proprio no!”.
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