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Iezzo: "Napoli, un solo allenatore poteva proseguire il lavoro di Spalletti"

Gennaro Iezzo ha parlato del momento che vive il Napoli soffermandosi sulla partita di ieri pareggiata dagli azzurri contro l'Union Berlino.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

09/11/2023 14:58 - Interviste
Iezzo: Napoli, un solo allenatore poteva proseguire il lavoro di Spalletti

Gennaro Iezzo, ex portiere del Napoli, è intervenuto a Febbre a 90 su Vikonos Web Radio/Tv, per parlare dell'attualità della squadra partenopea: “Sono rassegnato, ormai questo Napoli non mi dà più certezza nei risultati, la gara di ieri è l’emblema di un’annata non proprio positiva. Si va dalle grandi prestazioni a partite come quella con l’Union, una squadra che veniva da 12 sconfitte consecutive che voleva riscattarsi e c’è riuscita facendo il minimo sindacale. Ancora una volta si è voluto sfondare il muro tedesco, loro si sono messi a proteggere il portiere e forse con un po’ di fisicità il Napoli l’avrebbe potuta vincere. Ma l’unico a darti questa fisicità è Osimhen, che purtroppo manca. Si poteva provare il tiro da fuori area, certo, ma gli azzurri non ce l’hanno evidentemente nel DNA. E poi c’è troppo egoismo. Faccio un esempio: Kvara è un fenomeno e diventerà un top, ma ieri doveva in contropiede servire Simeone che sarebbe andato in porta. Ecco, queste sfumature fanno la differenza. Anche ieri il divario tecnico era evidente, il Napoli fatica però a fare gol e alla prima occasione lo prende. E c’è addirittura chi incolpa Meret per la respinta prima della ribattuta in rete di Fofana, resto basito".


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Inoltre, Iezzo, ha aggiunto: "La verità è che non si può prendere un gol del genere, da un calcio d’angolo a favore: Lobotka era solo e non è né un difensore, né un velocista, Mario Rui era avanti a lui, troppo attratto dalla palla. Le marcature preventive si provano in allenamento, se in partita la squadra non applica quello che fa durante la settimana, perché bisogna sempre dare la colpa all’allenatore? La scala di responsabilità, a mio avviso, è questa: De Laurentiis, squadra, Garcia. Per aprire i cicli ci vuole un club che voglia farlo, con grandi investimenti, un organigramma societario con un uomo immagine. poi ripetersi non è mai facile. Per continuare il lavoro di Spalletti ci voleva un allenatore di mentalità, chi poteva farlo forse era solo De Zerbi, che avrebbe potuto fare cose incredibili. Ma ieri, e non solo ieri, al Napoli è mancata la concretezza sotto porta, come sempre, questo perché ai giocatori manca la cattiveria, la convinzione, la determinazione, e questa determinazione ora non la vedo. Peccato, perché la vittoria con l’Union avrebbe fatto stare tranquilli tutti, e addirittura gli azzurri al Bernabeu sarebbero scesi più spensierati, con la qualificazione in tasca, per giocarsi il primo posto con il Real. Dagli errori si deve trarre insegnamento, spero che il Napoli lo faccia, perché il Napoli con l’Inter è la squadra più forte d’Italia, qualitativamente parlando. Bisogna però ritrovare umiltà ed ambizione. L’immagine del calcio d’angolo con il Sassuolo è l’emblema dello scudetto: ecco, cattiveria, voglia, umiltà, qualità che oggi nel Napoli non vedo più”.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.
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