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Vittorio Feltri su Ibrahimovic: "La Serie A ha bisogno di lui, ma a Napoli sarebbe difficile da inserire"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Vittorio Feltri su Ibrahimovic: La Serie A ha bisogno di lui, ma a Napoli sarebbe difficile da inserire

Vittorio Feltri nel suo lungo editoriale per TuttoSport ha parlato dell'eventuale arrivo in Italia di Zlatan Ibrahimovic.


Il nome di Zlatan Ibrahimovic continua a tenere banco in questi giorni, Vittorio Feltri ne ha parlato in un suo lungo editoriale per TuttoSport di cui vi proponiamo alcuni stralci: "Da quanto ho potuto vedere, c’è un settore in cui è meglio essere europei che essere americani e per il quale lavorare in Italia è meglio che negli Stati Uniti, e questo settore è il calcio. È anche l’unico settore in cui l’autostima (o un ego al cospetto del quale lo Zeppelin sembra una vescica), che spinge un giocatore a credere di far diventare grande un Paese con il suo solo mulinar di piedi, trascina invariabilmente quel calciatore fra i dimenticati: ma nessuno, quando le sirene oltreoceano cominciano a cantare (e a far tintinnar moneta), resiste al sogno di entrare nella leggenda portando a compimento l’impresa delle imprese, far giocare bene a pallone gli americani".


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Feltri ha proseguito: "Questa non richiesta digressione mi serve per dire di Zlatan Ibrahimovic: pure voi, come me, vi eravate dimenticati del suo nome? Me lo chiedo perché Ibra, che a ne anno sarà svincolato dai Galaxy di Los Angeles, è tornato sui giornali italiani lanciando un’Opa… su se stesso. Questo fatto non soltanto mi ha ricordato che Ibrahimovic esiste, ma mi ha incuriosito e spinto a qualche riessione. Ibra infatti (lo chiamerò così non perché lo chiamano tutti così, detesto i soprannomi, ma perché scriverlo sempre per intero mi costa fatica) è un campione speciale in due sensi. È speciale l’elenco dei risultati che ha conseguito. Ed è speciale la sua estraneità ai cliché: a quello del campione modello, e anche a quello del campione monello. Cominciamo dalla ne: Ibra, a 38 anni, nelle ultime foto che mi sono state sottoposte, mostra di essere titolare di un fisico ancora perfettamente scolpito, però non come un dio greco, piuttosto come un soldato di ventura. E il corpo rispecchia bene la sua personalità".


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Feltri ha concluso: "E ora? Carlo Ancelotti ha avuto parole gentili per lui, ma il Napoli davanti ha i ranghi completi, un attacco fondato sui brevilinei e un gioco corale ancora non del tutto registrato, Ibra sarebbe forse difficile da inserire. L’Inter per ora se la tira e ha accennato un “a gennaio si vedrà”, e secondo me “si vedrà” dove sarà la Juve. Al Bologna e alla Fiorentina, alle quali manca un attaccante immarcabile e mortifero che soggioghi sicamente le difese avversarie e valorizzi le buone squadre che sono, farebbe gran comodo; tuttavia Ibra vuole vincere titoli e fare altri duecento gol, punta chiaramente a un top team. Zlatan è un uomo drammaticamente indifferente al contesto che lo circonda, alieno ad accaparrarsi ogni simpatia, prono solamente alla sua affermazione di calciatore-alfa: ci farebbe divertire tutti, almeno i seguaci di calcio che hanno studiato epica e che da bambini amavano le avventure della Tortuga; mentre certamente no quelli che gridano “rigore” se vola una foglia. Io appartengo alla prima categoria, il calcio degli omologati perbenino mi sta qui. Mi manca Cassano, e Balotelli, tornato a Brescia, sembra troppo vicino alla mamma per fare marachelle e meraviglie. Spero davvero di rivedere Ibra in Serie A. Nel pallone come nella vita, perché ci insegnino qualcosa, il bene e il male devono essere ben visibili".


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