Ibrahimovic: "Con un compagno fummo vicini ad ammazzarci, si avvicinò Allegri"

Zlatan Ibrahimovic raccontò anni fa la rissa in allenamento con un compagno di squadra che lo provocò più volte scatenando una zuffa terrificante.
La pagina "Romanzo Calcistico" ha riportato il racconto di qualche tempo fa firmato Zlatan Ibrahimovic: "Quando ero al Milan, la settimana precedente al derby, ebbi dei seri problemi con un compagno di squadra: Oguchi Onyewu. Lui è americano e grosso come una casa. Aveva l'aspetto di un pugile categoria pesi massimi: alto circa 2 metri, pesava quasi 100 chili. In allenamento cominciò a darmi contro all'improvviso: ‘Io non sono come gli altri difensori, non mi lascio condizionare da quella tua bocca che non sta mai chiusa’. ‘Di cosa stai parlando?’ replicai. ‘Chiacchieri troppo per i miei gusti’. Continuò, e questo mi fece innervosire. Io non mi vendico con le parole ma con il corpo e glielo dissi. Ma lui continuava come se niente fosse. Così il giorno dopo, durante la partitella gridai a chi faceva l'arbitro: ‘Ma che fallo è?’ E Onyewu incredibilmente replicò a pochi metri da me: ‘Dici solo stronzate con quella tua cazzo di bocca’, facendomi segno col dito di stare zitto. ‘Adesso basta!’ mi dissi dentro di me e gli gridai: "sta attento".
"Lui mi fece ancora segno col dito: non ci vidi più dalla rabbia. Appena ricevette palla - ricorda Ibra - gli entrai a piedi uniti. Fece in tempo a spostarsi di lato e finimmo a terra entrambi. Quando ci rialzammo mi diede un pugno sulla spalla e non fu proprio una buona idea, Oguchi Onyewu. Gli diedi una testata, scoppiò la rissa. E non sto parlando di una piccola zuffa qualsiasi. Eravamo vicini ad ammazzarci, volevamo farci a pezzi. Rotolavamo tirandoci calci, ginocchiate e pugni, eravamo furiosi. I compagni si precipitarono a cercare di dividerci, ma non era facile per loro. La cosa più brutta successe dopo: Onyewu si mise in ginocchio sul campo a pregare Dio piangendo e facendo il segno della croce. Pensai: ‘Ma che cazzo sta facendo?’. Mi salì ancora di più la rabbia. La vedevo come una provocazione. A quel punto mi si avvicinò Allegri: ‘calma Ibra!’. Lo spinsi da parte e corsi di nuovo verso Onyewu, ma fui fermato dai miei compagni e dallo staff e probabilmente fu un bene: sarebbe potuta finire molto male...".








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