Iannicelli: "Osimhen, mi cadono le braccia: altro che ragazzo, non è un minus habens"

Peppe Iannicelli non ci sta: quella di Victor Osimhen non può essere ridotta ad una semplice ingenuità di un giovane qualsiasi.
Peppe Iannicelli si è soffermato ancora una volta su Victor Osimhen, durante il suo intervento a Campania Sprot, trasmissione di Canale 21: "Chi beneficia di una situazione, insegnano a chi studi giurisprudenza, deve saperne sopportare gli oneri. Non mi piace che si riduca tutto ad una ragazzata, perché Osimhen è tante cose tranne che un ragazzo: è un'industria, un investimento, un atleta professionista sul quale il Napoli ha investito una cifra spaventosa, la migliore dell'era Aurelio De Laurentiis. L'idea che vada trattato dal suo procuratore come minus habens, per come la vedo io, è offensiva: non può aver bisogno della balia", ha affermato il giornalista.
Iannicelli ha poi aggiunto: "Fare andare Osimhen in Nigeria, dove non è vero che il Covid-19 sia più blando, perché se i numeri sono più bassi è dovuto al fatto che non ci sono grandi garanzie di filtraggio e controllo sanitario, è stata un'ingenuità. Si è scusato, o meglio si è scusato il suo entourage che ne cura la comunicazione; però così non va bene. L'idea che non riesca a capire quanto pericolosa sia stata la sua iniziativa, sinceramente, ti fa cascare le braccia. C'è un concorso di colpe dal quale nessuno può essere esonerato. Se aveva nostalgia della famiglia, tanto valeva far arrivare i fratelli a Napoli: sarebbe stato meglio", ha concluso l'opinionista partenopeo.








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