Iannicelli: "Coronavirus, cambierà la vita: scanner agli aeroporti, allo stadio non entrerai se hai la febbre!"

Peppe Iannicelli, dagli studi di Canale 21, ha espresso alcune considerazioni sul momento che sta vivendo il calcio italiano.
Peppe Iannicelli, giornalista ed opinionista sportivo, conduttore delle trasmissioni calcistiche di Radio Marte, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Campania Sport, programma di approfondimento sui temi caldi in casa partenopea e non solo, in onda sulle frequenze di Canale 21. Queste le sue considerazioni sulla situazione del calcio italiano in questo periodo di crisi legato alla diffusione del Coronavirus: "Mi sarei atteso che tutti i giocatori di Serie A accettassero di rinunciare agli stipendi così da permettere che venissero pagati tutti coloro che lavorano attorno al calcio, gli altri dipendenti, che guadagnano molto meno e il cui salario non è sicuro".
Iannicelli ha poi aggiunto: "Come cambierà la vita dopo il Coronavirus? Prima dell'1 settembre si saliva su un aereo senza grandi formalità, mentre oggi anche per un 'domestic-flight' devi presentarti ore prima. Io immagino cose simili, con apparecchi di lettura scannerizzata di temperatura ed altre informazioni che sarà necessario donare quando si partirà. Ad Amsterdam c'è uno scanner 4D che, senza togliere nulla, ti rileva tutto. In termini di riservatezza, dati personali e libertà di non far sapere la mondo intero dove vai e cosa fai, si aprono scenari enormi. Allo stadio si comincerà ad andare passando, oltre per i controlli di sicurezza, anche per quelli sanitari: se avrai l'influenza, non ti faranno accedere all'impianto. Dobbiamo prepararci all'era post-Coronavirus".







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