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Higuain: "A Napoli resterò a lungo. Dopo il Mondiale mi devo riposare. Callejon è fortissimo. La Coppa Italia è importante"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Higuain: A Napoli resterò a lungo. Dopo il Mondiale mi devo riposare. Callejon è fortissimo. La Coppa Italia è importante

L'attaccante azzurro Gonzalo Higuain ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione In Casa Napoli in onda su Piuenne.


L'attaccante azzurro Gonzalo Higuain ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso della trasmissione In Casa Napoli in onda su Piuenne. "Cosa provo quando lo stadio mi esalta? Quando tutto lo stadio riconosce il valore in campo mi fa molto piacere. Sono venuto qua proprio per dimostrare qualcosa a chi, come il presidente, ha creduto in me e mi ha dato fiducia. E i tifosi mi fanno sentire sempre il loro affetto. Uscire dalla Champions? Ti capita il gruppo difficilissimo, fai 12 punti nonostante questo e poi vedi altre squadre che passano con 6-7. Fa rabbia ma questo è il calcio. Abbiamo fatto un girone straordinario e andare fuori così è stato difficilissimo. Chi mi ha convinto tra Benitez e De Laurentiis? Lo sono stati tutti e due. Importante per me è stato il progetto e la parola. Quel che conta non è dire tante cose ma dire il giusto. E loro mi hanno detto la verità, mi hanno spiegato il progetto, mi hanno dimostrato fiducia e affetto e mi hanno convinto a venire a Napoli che credo sia la città giusta per chi gioca a calcio. E' un'esperienza nuova e sono vennuto per crescere come calciatore. Quanto starò a Napoli? Beh, il contratto è lungo e qui sono felice. Ogni volta che esco, i tifosi mi dimostrano il loro amore. Sono caldissimi. Magari qualche volta vorrei uscire di più. Ma Napoli è una città meravigliosa, fatta per giocare a calcio. Rispettate le tappe del nostro progetto? Guardavo i numeri e siamo la seconda squadra con più gol. Vincendo tutte le partite faremo più o meno i punti fatti dalla Juve l'anno scorso vincendo il campionato. Certo abbiamo sbagliato qualcosa ma questi errori servono come insegnamento per l'anno prossimo. Credo che fino a questo momento stiamo facendo una stagione buona. L'emozione più forte? Ogni partita che si gioca col Napoli i tifosi dimostrano il loro affetto, è difficile scegliere un momento. Differenza tra la Liga e la serie A? La differenza è che in Italia quasi tutte le squadre giocano con un difensore in più e c'è meno spazio. E' un campionato diverso e una esperienza nuova. Felice a Napoli? Lo ripeto. Il contratto è lungo e sono felice. Poi nel calcio non si sa mai cosa può accadere ma io ho la testa su Napoli. La tifoseria è importante? Il tifoso sempre è importante ma lo è anche l'allenatore, che è spagnolo e mi ha subito dato quella fiducia di cui un giocatore ha bisogno. Sono veramente convinto che possiamo fare meglio visto che con le grandi abbiamo fatto benissimo. Questo ci può aiutare a giocare meglio anche con le piccole. Mi arrabbio spesso in campo? Sono fatto così. Quando una cosa non va bene mi arrabbio. E' vero che il portiere è lì per fare questo ma io non posso non prederla male quando non faccio gol. Callejon? Lui è un giocatore fortissimo. A Madrid non ha potuto dimostrarlo perchè aveva davanti grandi calciatori ma è un giocatore forte e se ha la fiducia lo dimostra. diciassette punti dalla Juve sono colmabili nella prossima stagione? Abbiamo perso tanti punti con le squadre meno forti. E' il nostro primo anno e questo sbaglio serve per imparare. I diciassette punti sono quelli che abbiamo perso in quelle partie. Punti che una squadra che vuole vincere non può perdere. Siamo tutti un po' dispiaciuti che con squadre forti facciamo grandi cose e con squadre meno forti sbagliamo. Ci sarà il mondiale e il Napoli potrebbe avere bisogno di te presto. Sei pronto a ridurre le vacanze? Abbiamo bisogno tutti di vacanze dopo tante partite l'anno. Il giocatore che va al mondiale dopo 11 mesi a lavorare ha bisogno di staccare con la testa e tornare dopo con più grinta. Tu ai mondiali e Tevez capocannoniere? Il titolo di capocannoniere è una cosa importate ma è più importante per me guadagnare il campionato mondiale. E' vero che questo lo si guadagna con i gol ma io sono tranquillo perchè credo che al primo anno col Napoli sto facendo bene. Popolarità e vita normale? E' difficile ma nessuno mi ha detto che si doveva giocare a calcio per forza. Quando ho iniziato sapevo che si poteva anche soffrire, ma è la mia passione. Oggi non esco molto di casa. Sono una persona tranquilla. Vorrei fare a volte quelle cose che fanno tutte le persone della mia età ma non lo posso fare. In questa città, in cui amano tanto il calcio, è difficile uscire. Non lo faccio non perchè non mi piaccia ma perchè a volte vorrei farlo stando tranquillo con famiglia e amici. Un discorso che comunque vale anche per altre città, per Madrid e per l'Argentina. Rapporto con Lavezzi? Con lui ho parlato prima di venire qua. Come ho fatto anche con Campagnaro che pure era qui. Loro mi hanno raccontato Napoli. Mi hanno detto che hanno vinto la coppa e hanno visto bloccare una città intera... figuriamoci per uno scudetto. Finale Coppa Italia? Una finale è importante perchè si arriva dopo otto partite, dopo un campionato intero. E quando si arriva alla finale tutti vogliono giocarla e vincerla. Per questo per me è un titolo importante. Se mi sono sentito con Maradona? No ma con lui ho un rapporto speciale: mi ha fatto andare al mondiale a 22 anni, dopo aver giocato solo due partite di qualificazioni. Gli sarò sempre riconoscente. Cosa sapevo della storia del Napoli? Napoli è molto conosciuta in Argentina per Maradona. Si dice sempre che ci sono tante cose in comune: la passione del tifoso, il casino quando si vince. Ho scelto Napoli perchè voglio vedere cosa significa vincere qualcosa qui. Deve essere affascinante. Per chi ama il calcio è fantastico. Io alla Juve? Lo hanno detto i giornali... Perchè ho lasciato il Real? Sono stato sette anni e volevo cambiare aria per il mondiale. Avevo bisogno di fiducia in più. Comuque sono stato tanto tempo a Madrid, mi ha fatto crescere come calciatore. Il mio idolo? Quando ero ragazzino nel Real ho imparato da grandi attaccanti, Van Nistelrooy, Raul. Ho ammirato prima ancora tanti attaccanti ma il mio idolo da piccolo è stato mio padre. Anche lui giocava a calcio. Quello che sono oggi lo devo a mio padre che mi ha insegnato tanto. Parma? Il nostro pensiero è quello di vincere tutte le partite da qui alla fine del campionato ma si sa che non è sempre possibile. E' il calcio e la gente deve capire che si è in 22 e si può anche sbagliare".


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