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Henry: "Razzismo social, impatto devastante: alcuni arrivano a suicidarsi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Henry: Razzismo social, impatto devastante: alcuni arrivano a suicidarsi

Thierry Henry ha parlato del problema razzismo nel calcio: "L'algoritmo sui social può essere una soluzione, un ottimo strumento per combatterlo".


Thierry Henry, ex Juventus e Arsenal, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Good Morning Britain, riportata dal Sun. L'ex attaccante ha deciso di lasciare i social ed ha affrontato lo scottante tema del razzismo: "Prima, nel calcio, il razzismo si percepiva dagli spalti. Adesso è ovunque. Io ne parlo, parliamo e ne riparliamo. Ma adesso ne ho abbastanza. Non tollero che sia possibile insultare e poi nascondersi dietro all’anonimato. Se qualcuno dice qualcosa in tribuna e lo vedo, posso denunciarlo. Quanto accade non è più catalogabile come libertà di espressione. Non puoi gridare quello che vuoi in un aeroporto, in un cinema, in una stazione di polizia. Occorre maggiore responsabilità anche da chi gestisce i social. Se si prova a postare un video di cui non si hanno i copyright, viene subito cancellato. Per le offese invece sospendono l’account. E allora basta aprirsene un altro. Troppo facile".


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Inoltre, Henry, aggiunge: "Credo che l’algortimo possa essere una soluzione, un ottimo strumento.  Credo che lo pseudonimo sia accettabile solo se si voglia denunciare qualcosa di spiacevole o per far conoscere al mondo la situazione in cui versa un paese in difficoltà. In quel caso è ottimo. Per chi offende o bullizza, urge trovare un modo per scoprire chi c’è dietro l’account e fargli pagare le conseguenze. Ho visto troppe persone, e non solo calciatori o persone di colore, soffrire a causa di bullismo e molestie sui social. Gli impatti possono essere devastanti: alcuni arrivano a suicidarsi. Sono anche disposto a tornare indietro sulla mia decisione di lasciare i social. Ma tornerò solo quando sarà più sicuro. Non voglio più entrare sul mio profilo e pensare che possano essersi messaggi offensivi.  Del resto se vai in un posto e subisci abusi non capisco perché tornarci. Meglio guardarsi altrove e cercare altro”.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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