Henrique: "Adoro Napoli, ma ho dei progetti per il futuro. Un aspetto non va dimenticato"

Il difensore del Napoli, Henrique, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del portale calcionews24.com, cui a ha parlato di diversi temi.
Il difensore del Napoli, Henrique, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del portale calcionews24.com, cui a ha parlato di diversi temi:
CONTRATTO COL NAPOLI - "Ho già dei progetti per il futuro, sì. Ma ci sono delle cose che magari succedono e non fanno parte delle tue previsioni, penso che anche questo sia un motivo per imparare cose nuove e con persone diverse, un modo per uscire dalla tua zona di comfort e non rassegnarti a situazioni privilegiate o meno. Ovunque vada, a me piace identificarmi con la squadra, creo legami con tutte le persone e i posti dove vado. Tutti sanno per quale squadra tifo, per questo è ovvio che mi piacerebbe concludere la mia carriera al Palmeiras. Anche il Coritiba è un club molto speciale per me, è la squadra che mi ha cresciuto, il mio club d'infanzia. Io e la mia famiglia abbiamo anche ottimi ricordi della Germania e della Spagna, e continuiamo a provare affetto per Bayer Leverkusen e Racing Santander: i miei figli non indossano semplicemente le maglie delle squadre del proprio padre, ci si identificano, sono orgogliosi di vestirle e tifano ancora oggi per quelle squadre".
SECONDA STAGIONE IN AZZURRO - "E' stato troppo bello arrivare, adattarmi subito, giocare, poter mostrare le mie qualità ed adirittura aiutare il Napoli a posizionarsi terzo in Serie A. In questo inizio di stagione gli allenamenti sono stati abbastanza intensi e questo è un bene, perchè tutto il gruppo così può mantenere un certo ritmo. Anche perchè, non dimentichiamolo, ben dodici calciatori della nostra rosa sono stati al Mondiale ed ognuno di noi è tornato in ritiro in date diverse. E' importante lavorare molto per raggiungere e mantenere un certo livello fisico e tecnico, lasciando la squadra ai primi posti in classifica".
RITORNO IN BRASILE - "Andare in un'altra squadra europea penso che sarà difficile, però come detto prima non si può pianificare la propria carriera nei minimi dettagli, il calciomercato è in continuo movimento, ma adesso sono a Napoli e mi godo il momento, approfittando al massimo di questa opportunità. L'adattamento in questa squadra è stato molto veloce e facilitato dalla maniera meravigliosa e rispettosa in cui sono stato trattato sin da quando sono arrivato. E' da poco che io e la mia famiglia ci siamo sistemati, ci siamo adattati subito benissimo, siamo felici di vivere in questo posto meraviglioso con una cultura spettacolare, tifando tutti Napoli. Mi sembra di giocare qui da anni. La nuova scuola è piaciuta ai miei figli, stanno imparando facilmente l'italiano, io e mia moglie siamo felici della qualità dell'insegnamento e delle infrastrutture superiori che abbiamo trovato qui. La qualità della vita è un altro fattore importante per la nostra permanenza in Europa per tanto tempo".
MONDIALE - "Sono stato convocato soprattutto per le mie prestazioni prima di arrivare nel Napoli, al Palmeiras, e poi grazie all'eccellente adattamento e all'aiuto che ho dato al mio nuovo club. Ringrazio Scolari per la fiducia che ha avuto in me, come atleta e come essere umano. Indipendentemente da come è andata, soltanto il fatto di essere stato convocato e di poter partecipare alla più importante competizione sportiva al mondo, è stata una vittoria personale, oltre che professionale, senza misura. Volevo e sapevo che avrei potuto contribuire ad un finale più felice della nostra avventura brasiliana, ma nonostante questa mia convinzione, rispetto da professionista le gerarchie e il lavoro del gruppo. Capisco l'importanza di valorizzare l'impegno e la dedizione di tutti, anche se non si raggiunge l'obiettivo prefissato. La questione fondamentale è: non si è vinto? Va bene, si valuta come è andata e si ri-organizza tutto da capo. Si lavorerà di più e meglio, ci si proverà ancora e la prossima volta, magari, saremo più determinati e preparati. Cambiare va bene, arrendersi mai. In tutta l'esperienza di cui ho avuto l'onore di far parte quest'anno, mi rimane come ricordo la presenza dei miei due figli allo stadio, era il loro primo Mondiale: quando hanno visto il risultato Brasile 1 - Germania 7, hanno pianto un sacco, ma con la loro giovane saggezza si sono voltati verso mia moglie e le hanno detto "Mamma, dobbiamo farne 8 per andare in finale, vero?" (ride, ndr). Forza Brasile, fra quattro anni avremo una nuova chance".







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