Hamsik: "Con lo Scudetto sarei rimasto, per il Napoli ho sempre dato tutto! La Cina, Reja ed Ancelotti..."

Marek Hamsik si è raccontato in una lunga intervista ad Il Mattino. Tanti gli spunti offerti dall'ex capitano del Napoli.
Marek Hamsik si è raccontato in una intervista esclusiva al Mattino, la prima da quando gioca con il Dalian. Da bandiera qual è, che non si ammaina mai neppure se sventola dall'altra parte del mondo. «Perché io per la maglia azzurra ho sempre dato tutto me stesso».
Hamsik, ha imparato già il cinese?
«Due parole. So dire ni hao e xiexie, ciao e grazie. Per il resto non ci provo neanche».
Che impressione ha avuto del calcio che si gioca in Asia?
«È diverso da quello della serie A perché il livello medio è più basso, il ritmo differente e anche tatticamente cambia molto».
Lei è una vera star per il Dalian, le pesa questo ruolo?
«Tutto mi sento tranne una star. Mi hanno accolto con affetto, con i fiori, sono tutti gentili, vedo grande professionalità. Ma devono trattarmi come fanno con gli altri».
Quali sono gli obiettivi della squadra?
«Ci dobbiamo salvare. Arrivare tra le prime otto sarebbe un grande successo».
Fa impressione sentirla parlare di salvezza.
«Io sono qui per dare una grossa mano alla crescita di questa squadra e di questa società. Nella prima partita abbiamo ottenuto un buon pareggio, in dieci per tutta la partita. I miei compagni hanno disputato una buona prestazione».
Vero che se il Napoli fosse stato in lotta per lo scudetto non avrebbe chiesto a De Laurentiis di andarsene?
«Può darsi: perché vincere lo scudetto al Napoli, rendere felici i napoletani, sarebbe stata una cosa incredibile che non mi sarei perso per tutto l’oro del mondo".
In dodici anni a quale allenatore è rimasto più legato?
«Reja è stato il primo che ho avuto quando ero davvero piccolo, con Mazzarri abbiamo vinto le prime coppe, con Sarri abbiamo avuto l’orgoglio di aver giocato il calcio più bello d’Europa. E Ancelotti è un vero fuoriclasse della panchina».
Il suo giudizio sul contrasto Meret-Cristiano Ronaldo?
«Difficile giudicare. Certo se Ronaldo non alza la gamba si può far male, però è anche vero che Meret non l’ha preso. Stare al posto dell’arbitro non è mai cosa semplice».
E lo scudetto dello scorso anno?
«Le partite e i campionati si perdono in campo, non in albergo. E penso proprio di averlo perso sul terreno di gioco della Fiorentina. Per il mio tipo di calcio i tre anni di Sarri sono stati straordinari».
Cosa mi manca di Napoli?
"Ogni cosa. Il cibo, gli amici. Quella è la mia casa, lo è stata per dodici anni. Mi manca il tifo della gente. Mi manca una partita come quella contro la Juventus, che è in grado di dare sensazioni uniche”.
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