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Gullit: "Sacchi fanatico. Messi protetto dagli arbitri, Maradona no! Deluso dal Milan, mi trattavano come..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Gullit: Sacchi fanatico. Messi protetto dagli arbitri, Maradona no! Deluso dal Milan, mi trattavano come...

L'ex stella del Milan ha raccontato interessanti aneddoti nella sua ospitata durante il programma condotto da Fabio Fazio.


Ruud Gullit ospite di Fabio Fazio alla RAI. L'ex stella del Milan ha raccontato interessanti aneddoti: "L'Italia? Quando sono venuto dall’Olanda ho trovato un mondo nuovo. Tutto era diverso. E per capire e farmi capire ho dovuto imparare la lingua. Credo che l’italiano sia una delle lingue più belle del mondo. In generale, in Italia ho imparato ad apprezzare la bellezza della vita. Perché agli Italiani piace tutto ciò che ha a che fare con la bellezza: le donne, le macchine, il cibo, la moda… Sacchi? Non sapeva parlare inglese, io quando arrivai non sapevo parlare italiano, quindi la comunicazione fra di noi era complicata. Di certo l’inglese di Sacchi era peggio del mio italiano. Così i primi tempi ci limitavamo ai gesti. Lui mi diceva ‘go e come’, indicandomi che dovevo fare la spola fra centrocampo e area di rigore. Poi, una volta, voleva spiegarmi come fare una finta, fece un rapido movimento della testa e si stirò il muscolo del collo. Fu costretto a un mese di terapia. Era fanatico. Urlava sempre, in continuazione. Ma ben presto perse la voce. Così si procurò un megafono, ma purtroppo urlava pure nel megafono, così la sua voce risultava ancora più insopportabile. Poi un’altra cosa che odiavamo era la sua abitudine a parlare coi calciatori prima delle partite. E non è tanto piacevole parlare di calcio alle 11 di sera. Così, quando eravamo in ritiro, se si sentivano dei passi nel corridoio, tutti spegnevano la luce e facevano finta di dormire".

 


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Gullit ha poi parlato di Maradona: "Maradona era il “pacchetto completo”. Lui non era soltanto un grande calciatore, era un leader. Sapeva vincere da solo, come ha fatto al Mondiale. Era una bravissima persona. Il suo problema era che voleva essere amato da tutti. E quando i giornalisti lo stuzzicavano lui ci rimaneva male e reagiva subito. Nel suo cuore era una buona persona. Quando vedo Messi penso che è un grande calciatore ma è protetto: dagli arbitri, dalle telecamere, dal regolamento. Messi può limitarsi a dribblare. Diego doveva saltare alto così, non per fare dribbling ma perché volevano spezzargli le gambe. Deluso dal Milan? Mi trattavano come un calciatore finito. Mi dicevano sempre che non potevo giocare a causa dei problemi al ginocchio. Io invece fremevo. Mi sentivo bene. Per questo poi, quando ho segnato al Milan con la maglia della Sampdoria, ho esultato. Per sfogare la rabbia che avevo dentro. In blucerchiato ho vissuto una delle migliori stagioni dal punto di vista realizzativo. Mi sentivo libero. Eppure il Milan era nel mio cuore. Per questo poi, quando mi chiesero di tornare, non riuscii a resistere: fu una scelta di cuore. Ma fu un errore. Perché era cambiato tutto".


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