Gullit: "Maradona il top! Gli avrebbero rotto la gamba. Alemao a terra, perdere così lo Scudetto..."

L'ex bandiera del Milan, Ruud Gullit, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni ai taccuini de La Repubblica, ricordando le sfide col Napoli.
L'ex bandiera del Milan, Ruud Gullit, ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni ai taccuini de La Repubblica, ricordando le sfide col Napoli: "Ci chiedevamo tutti come fermare Maradona. Per me è stato ed è il più grande. In tanti preferiscono Pelè. Ma io Pelè l'ho visto in tv mentre con Maradona ci ho giocato. Se mi dite di Messi e di Cristiano Ronaldo vi rispondo che loro possono dribblare, Diego no, doveva saltare per forza l'avversario, altrimenti gli avrebbero rotto la gamba, infatti Andoni Goikoetxea, il macellaio di Bilbao, gli fratturò la caviglia. Meglio di Ronaldo e Messi, sicuro. Per genialità e generosità. Allora gli attaccanti non erano protetti dal regolamento. L'arbitro fischiava il fallo solo se le gente come me veniva abbattuta. Oggi per fortuna è diverso. Messi e Ronaldo hanno una squadra che lavora per loro, sono l'ultimo meraviglioso pezzo di una catena di montaggio, Maradona era solo, preda degli avversari. Buttarlo giù era una croce al merito. Un'altra cosa che mi piace di Diego è che nessuno dei suoi compagni ne ha mai parlato male. Significa che per loro c'era sempre. Perdere lo Scudetto per una monetina e perchè ad Alemao viene detto di restare a terra non mi ha fatto piacere. In Inghilterra certe cose non te le perdonano. Litigo anche con mio figlio Maxim, che gioca in Olanda e mi chiede: ma devo cercare di restare in piedi o di rotolare? Certe furbate ti fanno arrabbiare e ti senti frustrato. Un aneddoto riguardante il Milan? Dovevamo giocare con la Juve. Chiedo ad Ancelotti: come sono le condizioni di Maldini? La risposta è: Maldini è mentalmente stanco. Allora richiedo: Maldini gioca? E Ancelotti: ma cosa vuoi, certo che gioca. In Serie A non hai tempo di essere stanco. Io avrò giocato 10 partite senza infortunio, nelle altre o avevo uno stiramento o un'unghia blu, raramente sono stato bene al 100%. Questo significa che Big Data non può essere la Bibbia. Il vero potere è la mente che spinge a fare cose straordinarie anche se i dati dicono che non sei in forma". Ed ancora: "Calciatori sempre più social? Altro problema, nessuno li educa alla comunicazione. Io feci una litigata pazzesca con Capello nello spogliatoio. Nessuno lo hai mai saputo, perchè fuori non è uscito niente. Me l'ha ricordato Seedorf perchè Capello ai tempi del Real ha raccontato l'episodio come esempio di buona gestione del dissenso".







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