Guerra in Ucraina, Feltri: "Non si può cercare la pace con le armi in pugno"

Vittorio Feltri, giornalista, nel corso attraverso Twitter ha commentato quanto sta accadendo nel corso della guerra in Ucraina.
Siamo arrivati al giorno numero trentaquattro di guerra. Si è conclusa la prima giornata dei colloqui tra Mosca e Kiev a Istanbul. Il Cremlino ha annunciato una !riduzione significativa delle attività militari a Kiev e Chernihiv. La delegazione ucraina, dal canto suo, ha fatto sapere: "Sì a neutralità con garanzie adeguate". C'è la speranza insomma che si possa arrivare a una intesa nei prossimi giorni. Ma non sarà semplice trovare una intesa che possa soddisfare tutti.
Il giornalista Vittorio Feltri, attraverso un post su Twitter, è scettico su un possibile stato avanzato delle trattative per la pace: "Cercare la pace con le armi in pugno mi sembra un esercizio contraddittorio".
David Arakhamia, uno dei negoziatori ucraini dopo i colloqui a Istanbul, ha intanto dichiarato: "I Paesi garanti dovranno fornirci assistenza militare, forze armate, armamenti, cieli chiusi: tutto ciò di cui abbiamo tanto bisogno ora e che non possiamo ottenere". C'è anche l'Italia tra i Paesi garanti, insieme a Regno Unito, Cina, Polonia, Stati Uniti, Francia, Turchia, Germania, Canada e Israele.








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