Gravina: "L'errore su Mertens ha messo sotto accusa un'eccellenza italiana come gli arbitri! Ancelotti..."

Le parole del presidente FIGC: "Conte e Sarri? Un'occasione di crescita per tutti. Poi c'è il Napoli, maturato attorno a un grande tecnico come Ancelotti".
Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco alcuni passaggi interessanti: "Quando ho detto che il Var non si discute, certi errori sì, volevo sancire un principio: che il Var è indispensabile per dare certezza alla competizione. Ma anche che il valore della tecnologia deve essere mixato con il ruolo delle risorse umane. Certo, ero dispiaciuto. Ma per gli arbitri, non contro di loro. In una giornata d’esordio bellissima, con 33 gol e tante decisioni azzeccate, un solo errore, quello del rigore su Dries Mertens, ha finito per mettere sotto accusa una intera categoria che rappresenta un’eccellenza italiana».
Giustizia chiama violenza e razzismo. Fin qui la giustizia sportiva ha chiuso un occhio e talvolta due, in nome del principio che non si possono punire una società e una tifoseria per quattro deficienti. Però i cordoni ombelicali tra le società e gli ultrà sono ancora in piedi. Come si spezzano?
«E’ difficile e anche sbagliato colpire nel mucchio. Servono sanzioni più stringenti e un grande lavoro preventivo. Dico no alla responsabilità oggettiva, che è un obbrobrio giuridico e civile, ma le società devono attivarsi per isolare i violenti. Possono farlo, impiegando le tecnologie di riconoscimento facciale che consentono di identificare chi viola le regole di sportività e di civiltà. Così ha fatto la Juve con il tifoso che ha mimato l’aereo, durante il derby con il Torino, evocando per i tifosi rivali la tragedia di Superga. Cinque anni di daspo e il caso è chiuso. Si può, si deve fare così. Ma chi rinuncia a scavare questo fossato tra i club e i violenti deve avere punizioni esemplari, fino alla perdita della partita a tavolino. Perciò promuoveremo incontri con la polizia per mettere in atto un piano coordinato di interventi»
Ma questo mercato porterà equilibrio a un campionato che da otto stagioni ha un solo padrone?
«Penso di sì, anzi ne sono convinto. Aver recuperato allenatori come Conte e Sarri è un’occasione di crescita per tutti. Poi c’è il Napoli, maturato attorno a un grande tecnico come Ancelotti. La partitissima di Torino contro la Juve potrebbe darci una conferma a questa previsione»







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