Goikoetxea, il "macellaio" di Bilbao: "Non volevo far male a Maradona, vi spiego"
L'ex calciatore fu protagonista di un intervento durissimo contro Diego Armando Maradona nel corso di un tristemente celebre Bilbao-Barcellona.

Andoni Goikoetxea è passato alla storia come il macellaio di Bilbao, l’uomo che maciullò la caviglia di Maradona in un celebre Bilbao-Barcellona. L'ex bandiera dell'Athletic Bilbao ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del quotidiano La Stampa ricordando il bruttissimo intervento sull'ex Pibe de Oro: "Quel fallo mi ha dato una popolarità sinistra, mi ricordano solo per quello. Non mi riconosco nei ritratti, nei soprannomi, nella fama di cattivo, però devo conviverci: la storia non si può cambiare".
Goikoetxea, cominciamo da quel giorno? "La partita era tesa, la rivalità tra i due club profonda. L’intervento non merita giustificazioni però, credetemi, non ci fu nulla di intenzionale, non volevo fare male a Diego. Entrai scomposto e in ritardo perché lui era velocissimo, mi prendo comunque tutte le responsabilità". Capì subito la gravità delle conseguenze? "Che non fosse un infortunio banale mi son reso subito conto, della frattura multipla ho appreso più tardi. Ero scosso, dispiaciuto, fu il tecnico Clemente a informarmi della diagnosi e poi dell’intervento chirurgico. E io diventai El carnicero, il macellaio di Bilbao. Furono giorni difficilissimi, subii critiche aspre ma anche minacce".
Davvero conserva le scarpette del fallo in una teca? "Sì, ma non si pensi a un trofeo. Sono piuttosto un simbolo. Le ho indossate due volte, il giorno della partita che mi ha segnato nella sfida di Liga con il Barça e in quella con il Lech Poznan: rappresentano i due volti del calcio, il momento più basso e la rinascita, il dolore delle critiche e la carezza della comprensione, l’importanza di non sentirsi soli".
La pace tanti anni dopo… "Dopo gli anni azzurri in Italia, tornò in Spagna, al Siviglia. Chiesi io di parlargli, attraverso un suo dirigente, e lui accettò, è stato molto gentile. Ci siamo visti nell’hotel dov’era in ritiro, prendemmo un caffè e chiacchierammo a lungo: l’episodio è stato toccato tra tanti altri argomenti, la cosa bella è che mi dimostrò di non serbare rancore".








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