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Giordano: "Inter-Napoli? Ho un sospetto su quel che sta accadendo. E' un problema molto serio"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Giordano: Inter-Napoli? Ho un sospetto su quel che sta accadendo. E' un problema molto serio

Il giornalista scrive: "Vorrei vedere se uno di voi dovesse entrare in un bar e per un'ora venisse insultato, cosa fareste, come reagireste. Anzi non ditelo".


Antonio Giordano, giornalista del Corriere dello Sport, inviato a San Siro, ha commentato quel che è accaduto ieri sera prima, durante e dopo Inter-Napoli, sul proprio profilo facebook: "Io non sono razzista e se dico che nella civile Milano si sono viste cose indecenti non ce l’ho con i milanesi: ce l’ho con chi dentro di sé ha ormai un odio radicato, erroneamente derubricato in tifo da stadio. Non giudico la partita, quello lo faccio sul giornale, e so che il calcio dà e toglie - vittoria del Napoli a Bergamo e a Cagliari nel finale, miracolo di Meret con la Spal al ‘93 - e poteva accadere, per la legge dei grandi numeri, che stavolta andasse all’incontrario. Ma a Milano, come in altri stadi, si sono raggiunte v ette di inciviltà che non possono essere tollerate: ne va del calcio e di questo Paese, in cui gli imbecilli abbondano e crescono, si moltiplicano e lasciano germogliare questa forma di delinquenza che ci sta aggredendo senza che nessuno si opponga. Le partite, in un clima del genere, vanno sospese: un annuncio basta e avanza, poi si riprende, se esistono le condizioni. E con i biglietti nominativi, tutti a casa per anni".


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Poi Giordano ha aggiunto: "Non c’è bisogno di demagogia ma di tolleranza zero, altrimenti ci ritroveremo accerchiati da gente che sarà sempre peggiore di quello che è. Non entro nel merito della discussione di una gara che è cambiata ad un certo punto, poteva finire allo stesso modo anche undici contro undici, e non è questo il punto. Non mi interessa giudicare, qui, le scelte, gli episodi, il rendimento: ho il sospetto che non freghi seriamente niente a nessuno di questa deriva, che tanto dopodomani si gioca di nuovo e poi alla prossima «dio pensa», che tanto cosa volete, la Juventus è forte, il Napoli di più non può dare, l’Inter crescerà e poi dimenticheremo sino alle prossime polemiche su un rigore e sul Var e sui poteri forti e quelli deboli. Il calcio non c’entra, questo è un problema assai più serio di uno scudetto, di una vittoria e di una sconfitta, di una divagazione sullo schema e sul turn-over: qui ci sono delinquenti che non vanno mai fuori dagli stadi. Vorrei vedere se uno di voi dovesse entrare in un bar e per un’ora venisse insultato, cosa fareste, come reagireste. Anzi non ditelo. (Ps: poi è anche vero che un calciatore deve avere la forza di controllarsi, non applaudire ma avere l’autocontrollo di andare dall’arbitro, ancora e dopo tre volte che ci sono andati gli altri e dire: ok, giallo, ma i buuu li senti?)".


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