Gimnasia la Plata, Barrios: "Vi racconto il Maradona allenatore, sapete cosa dice sulle punizioni?"

Lucas Barrios, calciatore del Gimnasia La Plata, ha rilasciato una intervista sulle pagine di Cronache di Napoli.
Delle sue imprese in campo, della sua classe purissima distillata non solo nel suo settennato d’oro, si sa tutto o quasi. Molto meno, invece, si sa del Diego Armando Maradona allenatore. Una veste che al Pibe de Oro ha dato forse meno soddisfazioni ma che oggi lo vede sulla panchina del Gimnasia La Plata, squadra argentina con una lunga tradizione. E chi meglio, allora, di Lucas Barrios, 35enne attaccante argentino naturalizzato paraguaiano con alle spalle esperienza in Europa (Borussia Dortmund) e Sudamerica (Colo Colo, Gremio), fortemente voluto da Maradona al Gimnasia, per raccontare ai lettori di Cronache di Napoli un Diego inedito, il Diego allenatore.
Egregio Barrios, che tipo di allenatore è Diego: punta sul dialogo o si impone? “E’ un uomo votato al dialogo. Parla moltissimo con noi durante gli allenamenti e prima delle partite, cerca di darci sempre le indicazioni giuste. Lui sa perfettamente cosa occorre e sa cosa il giocatore vuol sentirsi dire in ogni momento. E’ un grande motivatore”.
Quanto conta il suo carisma nel rapporto con la squadra? “E’ qualcosa che traspare in maniera costante e che ti affascina in maniera naturale. Per tutti i giocatori Diego è un idolo indiscusso ma quando lo conosci di persona diventa ancora più idolo perché è soprattutto una persona perbene, un uomo dal grande cuore, con una grande umanità”.
Durante gli allenamenti capita mai che si lasci tentare dal pallone? “In allenamento lui è attento ai dettagli, a farti capire dove sbagli e dove devi migliorare. In particolare cura i calci piazzati e ci dice sempre come calciare e dove, se al lato del portiere o sopra la barriera. A volte in passato ci faceva vedere lui stesso come calciare, in quesito ultimi tempi no perché non è stato benissimo ma tanto noi dopo gli allenamenti andiamo a rivederci le sue punizioni e sbarriamo gli occhi. Vedere certe sue magie è estasiante, è come guardare un’opera d’arte”.
Il suo calcio è offensivo o la prima cosa è non prenderle? “Il suo calcio è assolutamente offensivo, ci chiede in continuazione di manovrare velocemente e di verticalizzare. A lui piace avere un centravanti di riferimento in attacco sviluppando il gioco sulle fasce, ma tutto deve essere fatto in velocità cercando di attaccare l’area”.
di Marcello Altamura - Cronache di Napoli







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