Giannotti: "Ho saputo una cosa su Mertens da fonti interne al Napoli"

Il futuro di Dries Mertens al Napoli è appeso ad un filo, da una parte c'è il calciatore che vorrebbe restare, dall'altra la strategia pianificata da De Laurentiis per il futuro del club.
Cristiano Giannotti, preparatore atletico, ex collaboratore dello staff della SSC Napoli, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", programma radiofonico condotto da Luca Cirillo, Donato Martucci e Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "Momento di forma del Napoli? Non butto mai la croce sull'area atletica o tattica, la prestazione va guardata a tutto tondo. Sicuramente ci sono alcuni giocatori che fanno fatica, con l'arrivo del caldo si evidenzierà ancora di più. Oggi chi ha più minuti delle gambe va gestito meglio. Deve essere bravo l'allenatore a dosare le forze e tenere un equilibrio tattico coi calciatori. Non è sempre vero che la tattica resta uguale, perché le caratteristiche dei giocatori sono diverse. Contro la Fiorentina ci sono stati diversi errori, la squadra ospite era molto fresca e si è visto".
Spalletti? "A volte fa parte dell'ottusaggine degli allenatori, certe cose sono molto palesi. Non far giocare Mertens, che ha il piede caldo, la dice lunga. Allora gli chiederei perché non lo mette titolare, sembra un po' la storia di Totti che poi gli risolveva le partite. Come con Icardi in quella famosa partita contro la Juventus, mise Santon e i bianconeri vinsero la gara. Come carattere generale Benitez era il più coerente, più amato dai giocatori, forse meno da quelli che giocavano meno. Io sono sempre della stessa politica, il migliore di tutti è stato Rafa, anche per quello che ha vinto. In un anno e mezzo ha portato a casa più trofei, il più equilibrato degli altri. Nulla da togliere agli altri".
Futuro Mertens? "Ha avuto qualche problema fisico di troppo, ho saputo da fonti interne al Napoli delle perlplessità dello staff. Mi dicono che lo staff aveva più di qualche dubbio sull'integrità fisica dell'attaccante. Fa parte di una politica di organico che deve condividere sia la proprietà che lo staff tecnico. Io penso che a 35 anni, un calciatore con la preparazione moderna, può giocare se gestito. Dries fa sempre quasi la differenza quando entra in campo, contro la Fiorentina ha fatto un gol difficilissimo e bellissimo. Non è vero sia un giocatore senza intensità. Non possiamo pretendere ottanta minuti di altissimo livello, ma può cambiare sicuramente la partita quando subentra. Ma non fa parte della politica della società partenopea di De Laurentiis".








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