Giannini: "Andai a Napoli solo per Mazzone. Senza capelli, evito di guardarmi"

"Senza capelli, la gente nemmeno mi riconosce. Faccio fatica a rivedere vecchie immagini", le parole di Giuseppe Giannini al Corriere della Sera.
Giuseppe Giannini, il "principe", bandiera della Roma, in passato anche calciatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni del Corriere della Sera: "Senza capelli, la gente nemmeno mi riconosce. Faccio fatica a rivedere vecchie immagini. Sono cambiato tantissimo e mi rode adesso che sono senza capelli. Mi dà un po’ fastidio sinceramente, quindi evito di guardarmi. La gente neanche mi riconosce per strada". Poi sul passato: "Io e Viola rifiutavamo qualsiasi offerta. In Nazionale ricevevo sempre i complimenti di Boniperti. Si avvicinava (era capo delegazione allora), faceva qualche battuta, diceva “Ti voglio alla Juve”. Per me finiva lì. Alla fine andai allo Sturm Graz pur di non restare in Italia. La situazione è cambiata quando è arrivato Sensi. Poi sono tornato al Napoli, ma solo perché mi chiamò Mazzone".
La delusione più grande?
"La semifinale del Mondiale del ‘90 contro l'Argentina a Napoli non è paragonabile ad altro per importanza".
Ha avuto poca fortuna con la maglia azzurra?
"Se penso a quella sera… basta una svista per segnare una carriera. Un conto è se arrivi in finale, un altro conto se perdi prima…".
L’anno prossimo compirà 60 anni, con chi le mancherà festeggiare?
"Mi mancheranno gli auguri dei miei genitori. E quelli di altre persone con cui ho condiviso esperienze, penso a Vialli e a Mihajlovic che sono scomparsi da poco. E poi di qualche capo della tifoseria giallorossa che non c’è più e con cui ho condiviso trasferte, momenti belli e meno belli".








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