Gianello inguaia il Napoli, Grassani: "Rischiamo una penalizzazione"

Matteo Gianello inguaia il Napoli. Come annunciato, gli attesi deferimenti relativi alla tentata combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 sono arrivati e non hanno riservato sorprese.
ITALPRESS - Matteo Gianello inguaia il Napoli. Come annunciato, gli attesi deferimenti relativi alla tentata combine della partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010 sono arrivati e non hanno riservato sorprese: il club partenopeo dovrà rispondere a livello di responsabilità oggettiva per il comportamento illecito confessato dal proprio ex portiere – reo di aver sondato il terreno nello spogliatoio per combinare la partita contro la Sampdoria, ultima giornata del campionato 2009-2010 – ma anche per le presunte omesse denunce del capitano Paolo Cannavaro e del difensore Gianluca Grava, tirati in ballo dallo stesso Gianello. Accuse gravi e circostanziate dall'ex portiere partenopeo, ritenute credibili dalla Procura di Napoli e ora anche dal procuratore federale Stefano Palazzi. Ma cosa rischiano i soggetti coinvolti? Il club partenopeo potrebbe incorrere in una multa laddove i giudici sportivi – in primo grado la Commissione Disciplinare Nazionale, in appello la Corte di Giustizia Federale e infine il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del Coni (Tnas) – ritenessero fondate le accuse mosse a Cannavaro e Grava, ma soprattutto una penalizzazione in classifica ("da 1 a 3 punti", come spiegato dallo stesso avvocato del Napoli Mattia Grassani) per il comportamento illecito di Gianello. Per ciò che riguarda i tesserati, Cannavaro e Grava rischiano fino a un anno di squalifica, mentre la sanzione minima per l'illecito è 3 anni, anche se l'ex portiere partenopeo potrebbe patteggiare avvalendosi della collaborazione fornita per ridurre notevolmente la pena. "Tanto tuonò che alla fine piovve – ha osservato Grassani – questo deferimento è una beffa per il Napoli. Siamo infastiditi e sdegnati, sono contestazioni pesanti, serie e pericolose, ma non rimaniamo a guardare: faremo valere le ragioni della società, non è esclusa una tutela extra sportiva di natura risarcitoria nei confronti di Gianello". "Cannavaro e Grava – ha dichiarato l'avvocato Ruggiero Malagnini, legale del capitano del Napoli – non hanno mai parlato con Gianello, altrimenti avrebbero sicuramente denunciato il fatto". Società e tesserati partenopei, dunque, sono fermamente convinti della propria innocenza, da dimostrare ora davanti alla Disciplinare. Il processo si dovrebbe celebrare a dicembre.







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