GeVi, Grassi: "È la vittoria del popolo napoletano". Poi l'annuncio sul palazzetto
Federico Grassi, presidente della GeVi, ha fatto il punto tra presente e futuro intervenendo in diretta sulle frequenze di Radio Amore Campania.

Federico Grassi, presidente della GeVi, è intervenuto nel corso della trasmissione "Tiro a Giro" ai microfoni di Radio Amore Campania. Queste le sue parole: "Non riesco a nascondere le mie emozioni, io che ho sofferto gli alti e bassi ed anche gli errori fatti in questi sei anni alla fine la Coppa Italia l’ho vista come un riconoscimento e con grandissima soddisfazione, anche il fatto di aver gratificato i tifosi Napoletani. Già solo partecipare alla Coppa Italia per me era un sogno, ho incontrato il presidente di Venezia e mi ha detto voi siete una squadra che può vincere questo torneo perché avete delle individualità ed un complesso di squadra per cui può capitare. Gli risposi “dai, non scherzare, Brescia ci ha già sconfitto dieci giorni fa” ed invece sono entrati in campo con gli spiritati, sono andati con il cuore oltre l’ostacolo, hanno fatto tutto quello che dovevano fare per regalare questa gioia a Napoli, anche grazie a coach Milicic che gli ha parlato tutti i giorni per fargli capire che vincere questo torneo sarebbe stata la storia per Napoli".
Poi ha aggiunto: "Abbiamo cambiato tutto perché era la seconda salvezza e ci siamo arrivati all’ultima giornata ed a sette minuti dalla fine eravamo sotto di sette punti, è stato un rischio grossissimo, abbiamo deciso di fare dei cambiamenti, soprattutto abbiamo preso un amministratore delegato, Alessandro La Salda che è un manager sportivo, abbiamo capito che non volevamo una società solo sportiva, ma volevamo un’impresa come le imprese delle tre famiglie coinvolte in questo progetto, Grassi, Tavassi ed Amoroso. All’inizio abbiamo bruciato le tappe, volevamo una salvezza tranquilla, ma ormai ci siamo arrivati ed ora dobbiamo provare a resettare tutto e vedere di entrare nei playoff potrebbe essere un altro risultato importante per la città".
Ed ha proseguito: "Il momento più bello la bomba di Pullen dopo il sorpasso di Shields, io penso sono morto e rinato nel giro di 15 secondi. Avevo visto giocare Milano con Venezia, ho pensato vabbè, divertiamoci questa partita, speriamo di fare bella figura, poi mi stavo ingolosendo perché eravamo arrivati sopra di 8 a due minuti dalla fine, poi prendi un parziale di 9-0 e pensi che peccato perderla così dopo aver condotto per 39 minuti contro Golia…invece poi Pullen… Le due osservazioni più belle quelle di Pullen che ha detto che questa è la vittoria più bella della sua vita, e l’altra quella del soldato Sokolowski che ha detto vincere a Napoli è una delle cose più belle".
"Sul palazzetto - spiega - posso solo affermare che il Sindaco ha detto che si farà ed è una soddisfazione ma esattamente la zona non la conosco, ma sarebbe importante che ci sia un palazzetto per Napoli di 10-12000 posti perché pensare che domenica 3 marzo al Fruit Village è già tutto pieno e tanta gente non potrà vedere la partita intristisce perché potevamo far vedere a tanta gente cosa vuol dire essere il Napoli basket. Il problema è che se non succede poi portare avanti il Napoli Basket per tanti anni non è facile, è giusto essere chiari, il palazzetto darebbe una linfa in più, per combattere per altri traguardi devi avere una struttura, delle entrate e tante cose che ancora non ci sono".
Infine ha concluso: "Markel Brown che va a sentire le ultime indicazioni del coach di Milano l’ho nominato il nuovo scugnizzo napoletano, me l’hanno fatto vedere dopo, in quel momento ero in trance totale. Mi hanno detto che mi hanno inquadrato tante volte, sono timido, mi sono quasi vergognato, io sono così. Ho fatto tanti errori in questi anni, ma basta che te ne rendi conto e chiedi scusa e puoi non farlo più. Mi hanno fatto vedere l’immagine con mia famiglia e mi hanno fatto piangere. Se avessi avuto il pensiero che si poteva vincere, avrei fatto mettere gli schermi al PalaBarbuto ed avrei fatto andare i tifosi al PalaBarbuto. Questa è la vittoria del popolo Napoletano dopo tanti anni senza basket".
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