Gaucci, il consulente: "Mise due appartamenti a garanzia per il Napoli. Accadde qualcosa di strano"

L'ex presidente del Perugia che tentò di acquistare il Napoli finito in tribunale, si è spento nella giornata di ieri.
Luciano Gaucci, ex presidente del Perugia, che tentò di acquistare il Napoli finito in tribunale, si è spento nella giornata di ieri. Gaucci fu vicinissimo ad essere il nuovo presidente del Napoli. La ricostruzione esatta di quei momenti viene ristabilita sull'edizione odierna de Il Mattino con una intervista a Francesco Serao, consulente di Gaucci, già presidente dell’Ordine nazionale dei commercialisti e vicepresidente del Napoli ai tempi di Maradona.
Perché la sua fu respinta e venne accolta quella, di pari importo, di De Laurentiis?
«Perché Gaucci mise due suoi appartamenti a Roma, in piazza di Spagna, come garanzia per il versamento di 35 milioni mentre De Laurentiis si presentò con gli assegni. Ma accadde qualcosa di poco chiaro. Gaucci e il suo legale Giovanni Bruno, prima che all’orizzonte apparisse il produttore cinematografico, si erano recati dal notaio indicato dal Tribunale per stipulare l’atto però non lo trovarono. E, intanto, a Castel Capuano si era presentato il presidente federale Carraro. A Gaucci, dopo l’assegnazione del Napoli a De Laurentiis, fu assicurato il pagamento di un milione per le spese sostenute. Io, intanto, avevo chiamato il produttore».
Cercaste un accordo?
«Gli dissi che la “Napoli Sportiva”, la società che Gaucci aveva creato per iscriverla al campionato di serieB 2004-2005, era a sua disposizione per l’eventuale accesso a quella categoria. De Laurentiis mi disse di non essere interessato e iscrisse la sua società, la “Napoli Soccer”, al campionato di serie C. Quello che Gaucci non avrebbe mai voluto giocare».







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