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Gattuso si commuove: "Ieri notte mi ha scritto mio figlio dicendomi determinate cose"

Gennaro Gattuso ha parlato della sfida alla Nazionale bosniaca rivelando un retroscena inedito relativo al messaggio ricevuto dal figlio.


Gaetano BrunettiGaetano BrunettiGiornalista

31/03/2026 16:05 - Interviste
Gattuso si commuove: Ieri notte mi ha scritto mio figlio dicendomi determinate cose

Il commissario tecnico dell'Italia, Gennaro Gattuso, ha parlato ai microfoni della Rai in vista della gara contro la Bosnia di questa sera, valida per la finale play off che potrebbe valere l'accesso al prossimo Mondiale estivo che si giocherà negli Stati Uniti d'America.

Gattuso parla degli "occhi" dei suoi ragazzi

Le parole del tecnico calabrese sui suoi calciatori: “Gli occhi dei ragazzi che ho incrociato finora sono buoni, perché in tutti questi giorni siamo stati insieme e l’ambiente è sempre stato positivo. Stasera ci giochiamo una partita importante e l’abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di giocare contro una squadra che ha tecnica e fisicità. Ci vorrà una grande prestazione da parte nostra. I ragazzi sono i primi che vogliono andare al Mondiale: se i risultati non arrivano, soffrono in silenzio; fanno finta di avere le spalle larghe, ma non è così. Ti posso assicurare che faranno di tutto: c’è gente che darebbe la vita e l’anima per arrivare a questo obiettivo”.


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Bosnia nazionale scorbutica

“La Bosnia è forte, ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma sono scorbutici. Noi dobbiamo pensare a fare la nostra prestazione: dovremo tenere botta nei primi 10-15 minuti, ribattere colpo su colpo. Bisognerà stare là e soffrire. I nostri avversari fanno molti falli, una decina di media a partita più di noi, e dovremo essere bravi a non reagire perché l’arbitro  ha grande esperienza: non ama le mani alzate per protesta e bisognerà stare attenti perché la partita si gioca anche su questo aspetto qua”.

L'emozionante messaggio del figlio

L'emozione di Gattuso per il messaggio del figlio: “Questa è diversa dalle vigilie di Champions e del Mondiale vissute da giocatore. Io caratterialmente ragionavo di squadra anche da prima, quando ero calciatore, e non pensavo a me stesso. Qua però ti senti pressioni, ti senti un Paese sulle spalle e la responsabilità delle persone che ti circondano. Era molto più facile quando preparavo le partite da giocatore che adesso. Ieri notte mio figlio mi ha scritto dicendomi determinate cose e, siccome come età ci siamo, capisci cosa pensano anche i miei giocatori. Quando si fanno questo tipo di partite, anche la mia famiglia è coinvolta dal mio stato d’animo, dalle mie ansie e dalla mia quotidianità. Mi sono sempre vicini”.


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Gaetano BrunettiGaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, da sempre amante del giornalismo, in passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Si definisce un reporter libero, on the road.

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