Gattuso: "Pazzesco ciò che fece mio nonno! Mio padre mi ha infettato, sognava diventassi Maradona"

Gennaro Gattuso ha rivelato gli albori della sua carriera da calciatore, mettendo in evidenza un retroscena sul padre ed il nonno.
In occasione del suo compleanno, torna in mente un aneddoto svelato da Gennaro Gattuso sulla sua carriera (intervista rilasciata nel 2015 a Fifa.com), che ha fatto il giro della rete. L'attuale tecnico del Napoli in passato ha svelato nei dettagli gli albori della sua carriera da calciatore: "Mio padre è stato il mio primo maestro. Ha giocato come centravanti in svariate formazioni della zona. Ricordo che un anno giocò nelle file del Corigliano, rivale per eccellenza dello Schiavonea, nostro paese e squadra per cui tifava mio nonno".
Poi aggiunge: "Quando arrivò il giorno del derby, nonno si posizionò dietro alla porta e per tutta la partita non fece altro che insultare suo figlio, reo di giocare contro la squadra del suo paese: "Carne venduta" gli urlava, poi si rivolgeva all'arbitro sbraitando: "Signor camicia nera, cacci fuori questa carne venduta". Pazzesco direte, ma con la squadra del cuore non si scherzava. Quante ne ha dovute sentire papà... E' lui che mi ha "infettato" con la passione per il calcio: sembra ieri che infilavo la testa nella sua borsa d'allenamento, che odorava di quel profumo buono di olio canforato che oggi non si sente più. Sognava che diventassi un Rivera o un Maradona, ma io già all'epoca preferivo i calciatori più grintosi, che sgarrettano e fanno legna in mezzo al campo. I battaglieri, i gregari. Gente che si fa un mazzo tanto, poco appariscenti ma indispensabili".








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