Gattuso: "Mi ha colpito una chiamata di De Laurentiis. Ancelotti? Successo qualcosa di strano"

Gennaro Gattuso ha parlato nel corso della trasmissione in onda sulle frequenze di Sky Sport della sua avventura al Napoli.
Gennaro Gattuso, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di Sky Sport, evidenziando: "Ancelotti? E' successo un qualcosa di strano, ma il rispetto resta. Carlo mi ha lasciato una grande squadra, tuttora ci sentiamo. L'amicizia tra noi non è cambiata. Nel calcio purtroppo è sempre l'allenatore a pagare, quando i risultati non arrivano. Seguirlo? Uno come Carlo non lo si può seguire, si fanno solo danni se si vuole imitare qualcuno così. Carlo ha dentro di sé una grande dote nel gestire gli spogliatoi, è da vent'anni che riesce ad entrare nella testa dei giocatori. Eravamo padre-figlio ad un certo punto, non giocatore-allenatore e, se ho fatto quello che ho fatto, tanti meriti vanno a lui".
Sull'avventura a Napoli: "Sapevo che stavo approdando in un grande club, una società che negli ultimi otto anni è diventata uno delle prime al mondo. La chiamata di Aurelio De Laurentiis mi ha colpito, devo ammettere che non me l'aspettavo. Conoscevo ben il valore di Carlo e per me è stato un orgoglio venire ad allenare qui. Ne sono sempre stato contento, seppur conscio delle difficoltà. Allenare questi giocatori e lavorare in una città come Napoli mi trasmette grande carica e soddisfazione. Quando andrò via, un giorno, vorrò essere ricordato per la mia serietà, per la voglia e per aver fatto qualcosa di importante. Gli idoli devono però essere i giocatori, perché sono sempre loro che vanno in campo".







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