Gasperini: "Perché ho accettato la panchina della Roma e non quella della Juventus"

Gian Piero Gasperini ha rivelato un retroscena sulla sua scelta di sedere sulla panchina della Roma, invece di quella della Juventus che pure l'aveva chiamato.
L'allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini ha presentato in conferenza stampa la partitissima di domani, Juventus-Roma, soffermandosi anche sulla scelta estiva, visto che era tra i candidati a sedere anche sulla panchina attualmente occupata da Luciano Spalletti.
Le dichiarazioni di Gasperini
Il tecnico sul momento dei suoi ha evidenziato: “Dovbyk non ha recuperato. Si sta allenando da parecchi giorni, ha qualche difficoltà nel calciare. Per il resto ci siamo tutti a parte i due che sono partiti. Hermoso ha qualche problema che speriamo di risolvere. Perché ho accettato la Roma e non la Juventus? Perché qui la sfida era più difficile. Sono contento, adesso ci troviamo a giocare questa partita importantissima. La Juventus rimane una grandissima squadra, sicuramente forte e che avrà la possibilità di continuare a rinforzarsi".
Poi ha aggiunto: "Noi ci arrivismo dopo una bella prestazione contro il Como, il campionato è nella fase più bella. Dybala? Vediamo se è in grado di giocare uno spezzone oppure dall’inizio oppure di andare in panchina. Oggi vediamo e proviamo. Le sue motivazioni credo che siano sempre alte, la questione è che possa star bene, che possa sprintare. Credo che i ragazzi siano stati bravissimi in questo scorcio di campionato, direi in quasi tutte la partite. È un gruppo che ha motivazioni sempre forti, è vero che la forza è stata nei pochi gol preso, però è una squadra che ha sempre cercato e costruito opportunità".
Zirkzee e Raspadori? "Penso ci sia tempo per parlarne e non è questo il momento. I miei rapporti con Spalletti sono sicuramente amichevoli, ci saluteremo cordialmente, il clima tra noi è sereno. Ultimamente la Juventus è migliorata e cresciuta, è un bel parametro per noi. Rensch nella difesa a tre è una possibilità".
Fabregas? "Nel calcio di oggi non mi piace questo ricorrere sempre al portiere, il Como contro l’Inter ha avuto il pallone tra i piedi di Butez per 51 volte. Questa roba non piace alla gente, il calcio vuol dire giocare avanti e non indietro. Così diventa calcetto, brutto da vedere”.






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