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Gallo: "Sarri? La Juve ha ammesso di aver perso lo scudetto. Il problema di noi napoletani..."


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Pubblicato nella sezione Interviste
Gallo: Sarri? La Juve ha ammesso di aver perso lo scudetto. Il problema di noi napoletani...

Il noto attore spiega: "Criticare il Napoli per partito preso non va bene. Bisogna fare autocritica. Io andavo allo stadio e mi ricordo partite impossibili".


Massimiliano Gallo, attore napoletano molto apprezzato, è intervenuto ai microfoni di Radio Amore Campania nel corso del programma "I Tirapietre", in onda ogni lunedì dalle 21 alle 22.30 e condotto da Luca Cirillo (Arenapoli.it), Donato Martucci (Corriere della Sera) e Lello Delgro. Queste le sue dichiarazioni: “Documentario su Sarri? Lo abbiamo prodotto con passione, ci è costato un anno di lavoro: siamo andati a Londra, abbiamo intervistato Zola, Shewchenko, Cudicini. Volevamo raccontare il Sarrismo come momento di bellezza che c’è stato per il calcio Napoli e quello non si cancella. Volevamo raccontare l’uomo rivoluzionario che si era posto in un certo modo nei confronti del potere. Adesso, dopo il passaggio di Sarri alla Juventus, stiamo facendo una riflessione e faremo una riunione la settimana prossima". 


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Poi Gallo ha aggiunto: "Quanto ha recitato Maurizio Sarri in questi tre anni? Lui è un grandissimo comunicatore, quello che sembrava improvvisato faceva parte di una strategia comunicativa. Lui a un certo punto quando si è avvicinato alla Juve, ha detto che erano stati i napoletani ad affibiargli un ruolo che lui non voleva. Ma non è vero perché sappiamo tutti come è andata. Io credo che lui sappia benissimo in che modo comunicare, quando farlo e come farlo. Prima Higuain e poi Sarri alla Juve? Quella è l’unica cosa positiva. Prendere Sarri è come ammetere che quello scudetto di due anni fa l’avevi perso. Cosa mi auguro faccia il Napoli ora? Io non sono uno che critica De Laurentiis. Certo non è un personaggio simpatico né fa un minimo sforzo per piacere alla tifoseria. Ma il suo lavoro lo fa molto bene. Io sono tranquillo con Ancelotti. Bisogna dire la verità c’è una disparità economica tra le due squadre. Certo ora puoi approfittare che tutte le grandi piazze hanno cambiato l’allenatore, ma non dimentico il Napoli che ha giocato nei campi di provincia così come non dimentico che siamo ai vertici da tanti anni. Criticare questa società per partito preso non va bene. Bisogna fare autocritica. Io andavo allo stadio e mi ricordo partite impossibili. Ecco perché non si può criticare per partito preso. Noi napoletani abbiamo il complesso di inferiorità. Ce lo portiamo addosso e anche quando c’è un’intervista vogliamo risultare simpatici a tutti i costi. E ora di sfilarci da questa cosa: possiamo anche farcela da soli, senza bisogno di un comandante”.

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