Gallo: "Per mio padre Nunzio andai in analisi. Mi parlava di Totò e Anna Magnani, una volta Eduardo..."
"Io ho avuto un percorso simile ad Alessandro Gassman, come formazione, disciplina e sul piano umano", ha spiegato l'attore.

Massimiliano Gallo, attore napoletano molto amato dal pubblico, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera in cui ha ricordato anche suo padre, il grande Nunzio Gallo. Ecco alcuni passaggi: "Perché ho fatto l’attore? Un po’ come si faceva nelle famiglie d’arte, ho sempre pensato di fare questo lavoro, anche se all’inizio mi ci hanno scaraventato per gioco. A 10 anni facevo il figlio di Pulcinella e poi una specie di telefilm per la Rai, che all’epoca pagava i minori con dei buoni libro, ricordo che mi comprai l’Atlante. Con papà lavorai in una Cantata dei pastori sulla nascita di Gesù".
E su suo padre ricorda: "Cercava di colmare la mancanza fisica con un’invadenza affettiva. Quando tornava a casa era come Babbo Natale, pieno di regali. Era all’antica, voleva che la domenica mangiassimo tutti insieme. Vivevamo a Napoli. Ha lavorato con le leggende del suo tempo. Mi parlava di Totò, che uscendo di casa distribuiva un malloppo di banconote a tutti; mi parlava di Anna Magnani che aveva una compagnia di trenta persone, aveva le Bluebell come ballerine, lui e Carlo Giuffré passavano intimiditi davanti al suo camerino, la Magnani un giorno li apostrofò così: voi due stronzi, che vi ho fatto che non mi salutate? Entrarono in confidenza. Una donna forte ma con delle enormi fragilità".
Nunzio Gallo nel ’57 vinse il Festival di Sanremo: "Tu non puoi accettare che i supereroi invecchino. Negli ultimi suoi anni lo vedevo rintronato davanti alla tv. Com’è possibile che sia la stessa persona, mi chiedevo. Cominciai a trattarlo con sufficienza, gli rispondevo male senza accorgermene. Vederlo umano, lui che aveva lavorato con Totò, la Magnani e Eduardo De Filippo, mi rendeva pazzo. Cominciai ad andare in analisi. Capii perché c’è quella possibilità estrema, perché Mario Monicelli si buttò di sotto e si suicidò. Io ho avuto un percorso simile ad Alessandro Gassman, come formazione, disciplina e sul piano umano. Aveva un padre depresso che era Vittorio Gassman...".
Nunzio Gallo lavorò con Eduardo De Filippo: "Era Bene mio e core mio, la sua ultima regia. Poi morì nel 1984. La protagonista era Isa Danieli. Papà lo chiamava commendatore, Eduardo chiamava mio padre maestro, forse perché si era diplomato al Conservatorio. Si davano del voi. Si incontrarono a casa di Eduardo. Quando la cameriera portò il caffè Eduardo disse una battuta del copione, papà rispose con la battuta seguente. Alla fine si congedarono. Papà disse: ma il provino? L’avete già fatto, rispose Eduardo, gli occhi guizzanti, il sopracciglio arcuato dove si condensava tutto il Sud".
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