Galliani: "Milan? Presi Tevez e Baggio, rimpiango Del Piero e CR7. Totti, calciopoli, Sarri e Kaką..."

L'ex amministratore delegato del Milan ha rivelato a Sky alcuni retroscena della sua carriera alla guida dei rossoneri.
Adriano Galliani, ex amministratore delegato del Milan, oggi al Monza, rivela a Sky Sport i colpi mancati quando era alla guida dei rossoneri: "Non molti anni fa, c'era un giocatore che doveva arrivare ma poi non è arrivato, Carlitos Tevez. Un altro che avevo già preso cinque anni prima del suo arrivo al Milan era Roberto Baggio. Rimpiango tantissimo due giocatori: Alessandro Del Piero ce lo offrirono a 5 miliardi dal Padova, ma non eravamo convinti, era una cifra importante per un ragazzo giovanissimo; poi andò alla Juventus. L'altro è Cristiano Ronaldo: anche qui, lo Sporting chiese una cifra altissima per un ragazzo di soli 16 anni. Francesco Totti? Lo abbiamo corteggiato a lungo, ma non ha mai voluto lasciare la Roma".
Galliani passa in rassegna i campioni presi al Milan: "Siamo arrivati in un club con problemi economici, ma la squadra aveva già una base importante. Sono arrivati subito Gullit e Van Basten, l'anno dopo Rijkaard. Avevamo una grande difesa. A me è rimasto nel cuore anche Kakà che è anche ritorno al Milan. Shevchenko è stato immenso, così come Ronaldinho, Weah, Boban, Savicevic. Sono davvero tanti. Ibrahimovic? Lo abbiamo cercato ai tempi dell'Ajax, ma segnava poco. Poi con Capello e Galbiati è migliorato tantissimo a calciare in porta. Era già fatta nel 2006, avevamo un accordo con lui, ma poi anche il Milan venne immischiato in Calciopoli e quindi saltò tutto. Quando l'ho ceduto al PSG, nel 2012, non mi ha parlato per diverso tempo: gli avevo promesso che non lo avremmo venduto, ma per motivi di bilancio siamo stati costretti a cedere lui e Thiago Silva. Monza? Ho provato a portare Kakà al Monza l'anno scorso, ma per motivi familiari ha preferito restare in Brasile. Ibra? Con Zlatan abbiamo parlato, ma questo affare del coronavirus lo rende un pensiero lontano".
Galliani ha parlato anche degli allenatori: "Quando penso a Capello, la prima cosa che mi viene in mente tutta la sua vita nel calcio: è arrivato al Milan per guidare la Primavera, ha fatto l'assistente di Liedholm, ha fatto il manager e poi Berlusconi decide di dargli la panchina della prima squadra. Abbiamo avuto tanti grande tecnici al Milan, ma in tre hanno fatto la storia del club: Sacchi, Capello e Ancelotti. Fabio resterà per sempre nel cuore dei milanisti. Maurizio Sarri è stato a un passo dal Milan. Pep Guardiola? Non è mai stato vicinissimo: l'ho chiamato qualche volta nel suo anno sabbatico, ci abbiamo provato, ma non è mai stato vicino".







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