Logo AreaNapoli.it

Gaetano Amato: "Coronavirus? Per fare un ricco ci vogliono mille poveri. Napoli? So chi lascerei partire"


,
Pubblicato nella sezione Interviste
Gaetano Amato: Coronavirus? Per fare un ricco ci vogliono mille poveri. Napoli? So chi lascerei partire

Il noto attore e scrittore, è intervenuto ai nostri microfoni per partecipare alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno".


Gaetano Amato, noto attore molto apprezzato dal pubblico, oltre che autore di alcuni libri, è intervenuto ai nostri microfoni per partecipare alla rubrica "Incubo Covid-19 e il Napoli che sogno", un modo per condividere riflessioni, analisi pareri, consigli e sogni legati alla squadra partenopea, in questo drammatico momento di emergenza per l'Italia, in ginocchio per l'emergenza Coronavirus. 
Assodato che il calcio in questo momento non è la priorità, come vivi le tue giornate e che consiglio/parere senti di dare al di là delle leggi e regole varie?


PUBBLICITÀ

"Non sono mai stato un tipo mondano, anzi. Per questo ho azzeccato pure qualche figuraccia con cari amici che mi avevano invitato ad eventi, o prime teatrali e cinematografiche (per esempio, sai da quanto tempo Gianfranco Iervolino mi ha invitato a cena da lui, al ristorante? Almeno un anno. E ancora non sono andato). Sono abbastanza pigro. Se non ho impegni in genere faccio un giro col mio figlioletto peloso (puffo), faccio un poco di spesa e rientro a casa a guardarmi serie americane, film in lingua originale, leggo, scrivo. Questo è quello che faccio anche ora, per cui, non è che sia cambiato granchè. Certo, mi pesa non poter andare a Roma dalla mia compagna o in montagna in val Chiavenna, dove vado un paio di volte l’anno. Ma pazienza, aspetteremo. Che consiglio puoi dare? Usare la testa al di la delle leggi. Ne va della nostra salute, oltre che quella dei nostri cari".  


PUBBLICITÀ

Domanda banale, ma necessaria: cosa ti ha insegnato o ti sta insegnando questo momento storico per l'Italia?

"Più che insegnamenti mi sta dando certezze. Ho sempre sostenuto che uno stato è forte quando garantisce i suoi cittadini in ogni campo. Abbiamo permesso troppo a chi ci ha governati di ridurre sempre più lo stato sociale in nome di un mercato che ha eliminato la classe media. Per fare un ricco ci vogliono mille poveri. E in questi giorni il numero dei morti ci sta dicendo che ricerca, scuola e sanità non hanno avuto le attenzioni che meritavano".

Messi e tanti altri calciatori hanno aperto al taglio degli stipendi a causa dell'emergenza. Altri ancora tentennano. Il tuo punto di vista. 

"Bisogna distinguere tra chi guadagna milioni di euro a cui i tagli o l’azzeramento dello stipendio fa un baffo e chi guadagna poche decine di migliaia di euro e con quei soldi campa e paga un mutuo. Senza dimenticarci del peso delle singole società, cioè chi galleggia e chi veleggia vento in poppa economicamente. Penso che tutto debba essere proporzionato alla forza economica del singolo e delle società, ho tanto do tanto, ho poco do poco".

Nel rispetto di tutti, ma facendo emergere il bambino che è in noi e che ama il calcio, che Napoli sogni guardando già al prossimo anno?

"Già da un po di anni mi sono “spassionato” della nazionale. Non mi interessa più, ma non so nemmeno perché è successo. Quest’anno mi stava succedendo lo stesso anche per le mie squadre del cuore (Napoli e Juve Stabia). Ormai il calcio è un non gioco che mi appassiona poco. Chi dovrebbe arrivare? Non ne ho idea. Il grande campione non sempre porta benefici (vedi la Juve di Ronaldo). So chi lascerei partire. Gli stessi che hanno contribuito a creare quel casino a novembre, e che ormai a Napoli hanno pochi stimoli. Insigne non ha la tempra del capitano. Buon giocatore tecnicamente, ma poco carattere. Allan e Koulibaly sognano altro, Callejon è stato per me l’unico vero insostituibile per anni, ma anche su di lui non credo che si possa più contare. Darei la prova d’appello a Ruiz, anche se per tutto il girone d’andata ha passeggiato. In ogni caso continuerò ad attenermi a quella famosa pubblicità di quando il calcio lo ascoltavamo con la radiolina la domenica: se la mia squadra del cuore vince, festeggio con stock, se perde me mangio o stocco, nel senso che non me ne vado a letto digiuno".


PUBBLICITÀ

Ultimissime notizie
Luca Cirillo
Giornalista dal 2010, ha lavorato per Il Roma. Da vicedirettore ed inviato di giornali online, ha seguito il Napoli in giro per l'Europa. È autore e conduttore di programmi su Radio Amore e collabora con alcune riviste.
Guarda suYouTube logo
Prossima partita del Napoli
VillarrealVillarreal
NapoliNapoli
Villarreal-Napoli, i precedenti
Champions, martedì 13 ottobre alle 21:00