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Futre: "Il Napoli di Sarri ha segnato il calcio. Joao Felix da pallone d'oro, la mia su Ronaldo-Messi"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Futre: Il Napoli di Sarri ha segnato il calcio. Joao Felix da pallone d'oro, la mia su Ronaldo-Messi

Mercoledì Juve in casa dell'Atletico. Il ds colchonero: "Simeone giochi all'attacco. Quando cambi filosofia ci vuole tempo e ci sono dei rischi".


Paulo Futre, grande ex calciatore del Milan oggi direttore all'Atletico Madrid, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera ha parlato della sfida in Champions contro la Juventus. Ecco il passaggio dedicato all'ex allenatore azzurro Sarri: "Mi piace molto. Il suo Napoli, con i tre attaccanti piccoli davanti ha segnato il calcio di questi anni. Ma è chiaro che alla Juve ha giocatori con caratteristiche diverse e ci vorrà del tempo. La lettera a mio padre e l'aneddoto? Sì, dopo la finale di Coppa Campioni vinta contro il Bayern mi disse che avevo fatto una giocata da dilettante. Mi fece subito tornare coi piedi per terra, anche se tutti mi dicevano che ero il migliore. Fu fondamentale».

Sette mesi dopo si affrontano Atletico e Juve. Joao Felix ha rivoluzionato la squadra di Simeone?


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«Ha 20 anni e quello che ha fatto in sei sette mesi in Portogallo col Benfica ha dimostrato che è un fuoriclasse, come dite voi, e una scommessa per il futuro: può occupare il trono di miglior giocatore portoghese, quando CR7 smette».

Solo portoghese?

«Secondo me Joao può vincere il Pallone d’oro un giorno, ma dire adesso che ne potrà vincere 5 come Cristiano sarebbe una pazzia e anche una mancanza di rispetto verso un fenomeno di 34 anni».

L’inizio stagione di CR7 promette bene, in effetti.

«I 4 gol contro la Lituania per lui possono anche essere normali, basta pensare ai 3 che ha fatto proprio all’Atletico a marzo, quando era questione di vita o di morte. Ma uno scatto di novanta metri in 10 secondi secondo me oggi non lo fa neanche Bolt. E di sicuro non lo ha fatto mai nessuno nella storia del calcio».

Il terribile ko a Torino come ha cambiato l’Atletico?

«Simeone ha sostituito il chip alla squadra: gioca un calcio più offensivo, più di possesso palla. Ma quando cambi filosofia i rischi non mancano, come si è visto sabato nella sconfitta con la Real Sociedad».

Anche la Juve vive un mutamento profondo.

«Sarri mi piace molto. Il suo Napoli, con i tre attaccanti piccoli davanti ha segnato il calcio di questi anni. Ma è chiaro che alla Juve ha giocatori con caratteristiche diverse e ci vorrà del tempo».

La A con l’effetto Ronaldo è cresciuta secondo lei?

«Sì, sono arrivati grandi giocatori come Lukaku, Lozano, Mkhitaryan e altri. Ma per tornare ai livelli di un tempo manca all’appello il mio Milan: non ricordo nemmeno l’ultima volta che è stato in Champions. Però sono sicuro che i miei amici Maldini e Boban lo riporteranno presto tra le grandi d’Europa».

Chi è favorito in questa Champions?

«Gli squali saranno tutti lì in primavera. Il calcio inglese ha interrotto il dominio spagnolo. Ma in questo torneo può davvero succedere di tutto».

La Champions inizia senza Leo, infortunato. Ha la stessa fame di Ronaldo?

«Messi è sempre Messi».

L’Inter può sorprendere?

«Se hanno vinto nel 2010 con Mourinho, quando non erano certo i favoriti, perché non possono sognare in grande anche quest’anno?».


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