Frey: "Un dirigente vigliacco mi ha costretto ad andare via dalla Fiorentina"
Il portiere francese Sebastian Frey ha parlato della sua esperienza italiana soffermandosi sugli anni trascorsi alla Fiorentina.

L'ex portiere della Fiorentina e dell'Inter, Sebastian Frey, attraverso l'intervista che ha rilasciato sulle pagine del Corriere della Sera, ha parlato della sua esperienza in terra toscana, rivelando un retroscena inedito relativo al suo addio al club gigliato.
Frey e il grande amore per la Fiorentina
Frey definisce la Fiorentina: "L’amore della mia vita. Anche se dopo pochi mesi ho rischiato di dover dire addio al calcio". L'episodio nei dettagli: "Era gennaio, non dovevo neanche giocare, ma il secondo portiere aveva litigato con il preparatore. Mi sono scontrato con Zalayeta: era come se mi fosse esploso il ginocchio. Il mio primo pensiero era andato al Mondiale che si sarebbe giocato in estate, ma a rischio c’era la mia intera carriera. I chirurghi dicevano che non sarei più tornato in campo".
Cosa ha fatto per recuperare in vista del Mondiale?
"Di tutto. Mi allenavo quattro volte al giorno. Il primo mese è stato durissimo, il dolore era asfissiante. Le tempistiche per il rientro erano tra i sedici e i diciotto mesi: me ne sono bastati sei".
L'addio a Firenze colpa di un dirigente vigliacco
"Amavo Firenze, avevo rifiutato le proposte di Milan, Bayern Monaco, Barcellona e Juve per rimanere. Un dirigente, però, non mi voleva. Si è comportato da vigliacco, mi ha costretto ad andarmene". Ha raccontato Frey.
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