Franco Mancini, 9 anni fa il doloroso addio. Esposito: "Carmignani mi fece una confessione"

Franco Mancini si è spento nove anni fa in quel di Pescara. Vestì anche la maglia del Napoli e fu uno dei protagonisti di Zemanlandia.
Il 30 marzo 2012 a Pescara veniva a mancare un campione che aveva rivoluzionato il lavoro del portiere nel calcio: Franco Mancini, calciatore simbolo del Foggia Calcio di Zemanlandia e non solo. Fu protagonista anche nel Napoli del mister boemo. Amato anche da tifoserie avversarie, campione riconosciuto qualunque a prescindere dal colore e una passione vera per la musica reggae e la batteria. Le sue qualità umane erano ben note a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo dal vivo.
Paolo Esposito, giornalista, ha voluto ricordarlo con un post su Facebook: "Tu, Franco Mancini, pioniere del portiere moderno. Forte e reattivo tra i pali e con un sinistro degno di un fine trequartista. Solo un grave infortunio muscolare al quadricipite, non ti fece convocare, com'era previsto, ai mondiali del 94 in America, me lo confessò in televisione ed in privato, Pietro Carmignani, che era il secondo di Sacchi in quella forte nazionale, che poi si laureò vice campione del mondo perdendo quella famosa finale col Brasile solo ai rigori. Sei andato via a 43 anni. Troppo troppo presto. Quante mangiate assieme ai ristoranti alle falde del Vesuvio ad Ercolano e a casa mia quando eri il portiere del Napoli! Dopo essere stato il portiere del Foggia dei miracoli. Quello di Zeman, di zemanlandia! Tu, forte portiere, di grande personalità ma soprattutto una gran bella e generosa persona. Riposa in pace".








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