Francini: "Napoli, Ronaldo si ferma così! Segnai al Real, che boato al San Paolo. Sarri..."

"Sarri mi ha stupito, ma che fosse un grande allenatore lo sapevo. L'ho sempre seguito. Abitando in Toscana ho spesso assistito ai suoi allenamenti..."
Il San Paolo gremìto, il gol e il boato degli oltre 80mila tifosi presenti. Una sequenza di immagini che nella testa di Gianni Francini, tra i terzini sinistri più forti della storia napoletana, non s’è confusa nemmeno per un attimo. C’era anche lui quel 30 settembre del 1987, quando il Napoli si ritrovò di fronte il Real Madrid in Coppa Dei Campioni. Una sfida infinita, quella, che l’ex terzino degli azzurri conserva nella memoria del cuore, lo stesso che quasi l’ha tradito quando il destino ha voluto che si trovasse davanti all’incolpevole Buyo, beffandolo con un colpo di testa imprendibile sotto la Curva B, che quel giorno si trasformò a festa manco fosse Capodanno. Ecco l'intervista concessa in esclusiva da Francini al quotidiano Metropolis.
Riavvolgiamo il nastro, Francini, quali ricordi ha della doppia sfida dell’87 col Real?
«Sfortunatamente, all’andata non giocai per squalifica. Ricordo che seguii comunque la squadra in Spagna, volevo esserci. Fu davvero desolante sedere in quella tribuna vuota, la gara si giocò a porte chiuse. Al ritorno fu tutta un’altra storia. Non la dimenticherò mai più. Avevo il cuore in gola già mentre salivo le gradinate del sottopasso. Intravidi il San Paolo pieno in ogni settore e capii la rarità di quel match. Lo stadio era stracolmo all’inverosimile, poi il gol e il boato fu incredibile. Peccato che non riuscimmo a pareggiare i conti, e quella rete non servì per il passaggio del turno».
Questo Napoli può giocarsela con i campioni d’Europa?
«Certo. Sarà sicuramente una gara difficile, ma non sarà facile nemmeno per il Real Madrid. Quello del Napoli è indubbiamente il miglior gioco d’Italia, forse addirittura il terzo in Europa. Sarà una sfida affascinante e di certo rappresenterà una crescita per molti calciatori giovani del Napoli. Forse è questa l’unica differenza, il Real è abituato a partite simili e l’esperienza potrebbe riservare brutti scherzi».
Come si ferma Cristiano Ronaldo?.... A patto che lo si possa fare...
«Chiederei a Ghoulam di stargli molto vicino e di non farlo partire in velocità. Sarà un bel duello su quella fascia, anche Koulibaly dovrebbe stringere nell’aiutarlo. Cristiano Ronaldo diventa devastante quando parte palla a piede in velocità».
C’è qualcosa del Napoli attuale che le ricorda il suo?
«Sicuramente la voglia di divertirsi. Parliamo di epoche diverse e di un calcio cambiato, ma anche il mio Napoli giocava per divertirsi. Vedo in questo gruppo una bella armonia, è importante poter contare su uno spogliatoio unito».
Tornando al presente, si aspettava che Mertens segnasse quanto Higuain?
«Onestamente, no. Ma nessuno se l’aspettava. Si è calato al meglio in questo ruolo, speriamo possa continuare così. E pensare che la situazione era sembrata nera con l’addio di Higuain e la rottura di Milik. Invece, quello del Napoli è il miglior attacco della Serie A».
Il Napoli può ancora sperare nello scudetto?
«I conti non sono chiusi, ma la vedo dura. Devo dire che se il Napoli non avesse perso i due punti con il Palermo, parleremmo oggi di altro. Però, se la Juve dovesse vincere con il Crotone nel recupero di domani, mi risulta difficile pensare che possa cadere almeno tre volte da qui alla fine del campionato».
Cosa pensa dei numeri di Sarri? De Laurentiis fu molto criticato per la scelta di affidargli la panchina.
«Sarri mi ha stupito, ma che fosse un grande allenatore lo sapevo. L’ho sempre seguito. Abitando in Toscana ho spesso assistito ai suoi allenamenti. Le sue squadre giocano a calcio, hanno un’identità. Tra l’altro ha fatto bene con molti calciatori che a Napoli c’erano anche con gli altri tecnici».
Il 7 sarà al San Paolo?
«Sì, farò il tifo per il Napoli per una vendetta attesa 30 anni».







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