Foschi: "Hanno tentato di fare una truffa al calcio italiano"

L'ex direttore sportivo del Palermo Rino Foschi è stato molto critico: "Le società calcistiche erano indebitate anche prima della pandemia".
Rino Foschi, ex direttore sportivo del Palermo, è intervenuto ai microfoni de "I Tirapietre", trasmissione condotta da Luca Cirillo e Donato Martucci, con la partecipazione di Francesco Capodanno, sulle frequenze di Radio Amore Campania. Ecco quanto evidenziato: "La Superlega era all'antitesi del tifo, la Juventus era indebitata anche l'anno scorso, prima della pandemia, come il Milan e le altre. I fondi in Italia sono qui solo per loro interessi. E' caduto tutto con questo discorso. L'Inter ha vinto il campionato, ma fino a tre mesi fa non aveva soldi per pagare gli stipendi. Non c'è più la passione, non ci sono più i Ferlaino, i Rozzi, Anconetani".
Inoltre, Foschi, aggiunge: "Ma se diamo la colpa alla pandemia diciamo una bugia, perché hanno tentato di fare una truffa alla passione e al calcio italiano, erano indebitate anche prima della pandemia. Sensi si era rovinato all'epoca, le società sono fallite. Nella mia carriera ho fatto bene ed ho fatto male. Io a Palermo nella Nazionale di Lippi avevo cinque calciatori Campioni del Mondo, ho fatto 54 milioni di attivo e il calciatore che prendeva di più era Toni a novecentomila euro annui. Galliani nel Milan ha vinto, spendendo i soldi di Berlusconi, poi nel Monza ha speso sette volte i soldi che spendevo io. Parla lui e si dice: il più grande di tutti, c'è qualcosa che non va. Zona Champions? La Roma è andata, spero che il Milan ce la faccia, l'Atalanta va forte. Il Napoli ha le sue qualità, ha perso a Torino per colpa della società, non di Gattuso".








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