Forgione: "Oggi ricorrono i 275 anni di una meravigliosa scoperta. Napoli divenne..."

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, ha ricordato quel che avvenne il primo aprile del 1748: l'inizio di un vero e proprio mito.
Angelo Forgione, giornalista e scrittore napoletano, ha pubblicato un post per ripercorrere le origini di un mito assoluto per l'intera umanità, ovvero gli Scavi di Pompei e non solo. Ecco quanto si legge: "È il primo giorno di aprile del 1748. L'esplorazione sotterranea della sotterrata Hercolaneum è già in corso da una decina d'anni. Due eruditi napoletani, il canonico Alessio Mazzocchi e l'abate Giacomo Martorelli, dopo aver appreso che un contadino, zappando un terreno sulla collina di Civita, ha trovato alcuni ruderi, si sono convinti che lì sotto vi sia un'altra città romana travolta dall'eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo".
Poi ha aggiunto: "Hanno convinto anche Carlo di Borbone, che ha mandato immediatamente l'ingegnere e archeologo reale Roque Joaquin de Alcubierre ad esplorare. Questi ha ipotizzato la presenza di Stabiae, e ha dato il via alle operazioni di scavo. Sono trascorsi cinque giorni dall'inizio delle operazioni quando viene alla luce una prima bellissima parete affrescata. Questo memorabile Aprile borbonico inizia così. Diciotto giorni dopo viene fuori il primo scheletro di un uomo dalle cui mani è sfuggita una manciata di monete. Solo quando nel 1763 sarà scoperta un'iscrizione con esplicito riferimento alla “Republica Pompeianorum” ci si renderà conto che il colle della Civita corrisponde al sito dell’antica Pompei. Da lì in poi, Napoli, madre dell'Archeologia moderna, cambierà il gusto dell'architettura e si affiancherà a Roma come meta più desiderata del Grand Tour".








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