Forgione: "Napoli a Castel di Sangro, retroscena su Carlo di Borbone e la Via degli Abruzzi"

Angelo Forgione ha fatto una parentesi storica sulla città di Castel di Sangro che ospita il ritiro estivo del Napoli di Spalletti.
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, attraverso la sua pagina Facebook, ha parlato del ritiro del Napoli in Abruzzo, facendo una eccezionale parentesi storica sul luogo: "Il "nuovo" Napoli di Spalletti prosegue la preparazione in località Castel di Sangro, a un'ora e mezza di automobile da casa, in quella zona montuosa d'Abruzzo che un tempo faceva parte del ducato di Benevento ed era la porta del Sannio. Sangro è un nome evidentemente familiare ai napoletani, e infatti la più importante famiglia originaria del territorio abruzzese prossimo alla Campania finì per essere aggregata alla nobiltà napoletana, dando corso a una storia immortalata in una cappella al centro di Napoli che è oggi il museo più visitato della città. La cittadina, anzi, la "Città" che ospita gli Azzurri prende il nome da un antichissimo castello e dal fiume che l'attraversa, il Sangro, che a sua volta prende il nome dal colore dato da un’alga rossa presente su tratti di roccia su cui scorre. Fiume che un tempo dava il nome anche a un intero feudo di proprietà della famiglia di cui fece parte il più celebre Raimondo de' Sangro, settimo principe di San Severo. Stirpe nobiliare inaugurata nell'XI secolo da un suo antenato canonizzato, il benedettino Oderisio, di cui nella Cappella San Severo, nel cuore di Napoli, è posta una bella statua tra le tante (piacque al Canova più del Cristo)".
"Costui, nel 1093, per onorare il titolo di conte dei Marsi, fece costruire un castello di importanza strategica per affermare la sua autorità sui territori circostanti, e cambiò il suo cognome da Berardi in de' Sangro, riferendosi proprio al fiume in zona. Il castello, quello che dà il nome alla cittadina dell'Alto Sangro, fu distrutto e ridotto a un ammasso di ruderi nel 1228 dalle truppe papaline del cardinale Colonna per punire la fedeltà assicurata a Federico II di Svevia dal Conte Rinaldo II de' Sangro. Il titolo di "Città" fu dato a Castel di Sangro da Carlo di Borbone quale privilegio per averlo ospitato con il suo esercito rimasto bloccato dalle bufere di neve e dalle intemperie nell'aprile 1744. La concessione avvenne nell'ottobre successivo, subito dopo la vittoria a Velletri contro gli austriaci, che avevano provato a riprendersi il Regno di Napoli, e quasi vi erano riusciti. A salvare le truppe borboniche dall'imminente tracollo, con un imprevisto colpo di coda, era stato proprio Raimondo de' Sangro, colonnello del Reggimento pugliese di Capitanata, sferrando un disperato contrattacco con cui aveva messo in fuga i nemici e si era assicurato la massima stima del Re. Grande importanza fu conferita da Carlo e dai suoi successori alla Via degli Abruzzi, asse commerciale che collegava Napoli alle città dell'Italia centrale. Strada che dopo l'unità d'Italia fu oscurata dai primi governi dei Savoia, provocando la miseria di cui peraltro si fece interprete Teofilo Patini, pittore nato a Castel di Sangro e sepolto a Napoli, al quale è intitolato lo stadio del "Castello" ove si allena il Napoli di Spalletti". Ha concluso lo scrittore e storico partenopeo.








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