Forgione: "Ma quale rigorino al Napoli, leggete il regolamento. Palmeri getta ombre"

Angelo Forgione, giornalista, ha analizzato le assurde polemiche finalizzate a screditare il Napoli dopo il rigore concesso (nettissimo) contro l'Empoli.
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, ha commentato le polemiche relative al rigore concesso al Napoli contro l'Empoli nel corso della partita di ieri. "Premessa: non mi interessa parlare di rigori, quando sono giusti. Lo faccio per inoltrare una riflessione. Quello concesso al Napoli contro l'Empoli è rigore perché c'è contattato ginocchio/caviglia che fa ruzzolare Osimhen. Era accaduto anche in Napoli-Lecce, e quella volta era stato Ndombele a cascarci involontariamente ma negligentemente, cioè colposamente. È la regola 12 dell'AIA - spiega - secondo la quale è rigore (o punizione) se un calciatore colpisce o sgambetta un avversario in un modo negligente, cioè colposo".
Poi ha aggiunto: "Il VAR, infatti, ha rilevato il contatto che ha ostacolato l'attaccante napoletano e l'ha confermato. Dunque c'è poco da gettare ombre su un campionato impreziosito da una squadra che onora l'Italia in Europa. Ma tant'è, il calcio è questo. Non è calcio, invece, quel che di allucinante si è visto in passato, e che non si è potuto sentire nonostante un procuratore federale avesse provato a farlo, ma questa è un'altra storia. Non avrei perso tempo a scrivere questo post se non mi fossi imbattuto nel tweet di Tancredi Palmeri, corrispondente di Sportitalia, palermitano per grazia di Dio, come dice lui, e barese di adozione, ma ormai trapiantato a Milano, che ha ritenuto proprio di gettarle le ombre sul Napoli, decretando "trovato da Pairetto" il penalty per il Napoli, quindi inventato, insinuando una non precisata volontà politica di cambiare la geografia del calcio Italiano. Allusione che confermerebbe certi "aiutini" fino ad oggi elargiti alle squadre strisciate del Nord".
Infine ha concluso: "E chissà per quale motivo sarebbe cambiato il vento, visto che dal 1898 il nostro pallone è esattamente specchio del Paese spaccato. Ci vuole davvero coraggio! Da un meridionale mi attenderei ben altro rispetto per una squadra del Sud, l'unica, che riesce a dare fastidio alle grandi del Nord, e invece, alla mia risposta, sono persino piovute accuse esplicite di razzismo e meno esplicite di camorrismo. Sì, proprio a me. Il resto, se volete lo leggete a tempo perso. Napoli che insegue e sogna un tricolore scippato circa quattro anni fa provoca qualche preoccupante dolorino di pancia. Si consigliano inibitori di pompa protonica per evitare di passare il Natale con un ulcera gastrica, mentre i napoletani gozzovigliano felicemente, augurandosi un felicissimo 2023".








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