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Forgione: "La richiesta di Milik, il peso che Insigne non regge e gli obiettivi di Ancelotti e del Napoli"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Forgione: La richiesta di Milik, il peso che Insigne non regge e gli obiettivi di Ancelotti e del Napoli

Il noto e apprezzato giornalista e scrittore, ai nostri microfoni ha fatto il punto sul Napoli a pochi giorni dalla ripresa del campionato di Serie A.


Angelo Forgione, giornalista e scrittore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai nostri microfoni per fare il punto sul momento del Napoli. Ecco le sue considerazioni: "Milik, dal ritiro della nazionale polacca, dice di avere bisogno di continuità tecnico-tattica per tornare in forma. Bordata a Carlo Ancelotti? Cosa succede ad Arek? Succede che è un attaccante e vive di goal, che al momento gli mancano, e soffre di astinenza. Succede che il polacco chiede un minutaggio più ampio al proprio allenatore, chiaro, per avere più chance per sbloccarsi e ritrovare serenità e fiducia nei suoi mezzi. Il goal in Nazionale gli sarà certamente d'aiuto in questo senso".

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"Aspetta che i due calciatori decidano cosa vogliono dal prossimo futuro. Restare ad alti livelli in Europa e sentirsi calciatori veri a cifre congrue al loro valore oppure andare a strappare l'ultimo contratto della carriera a cifre faraoniche in cambio della sparizione dai radar? Dipende da loro".

Pensi ci siano dissapori all'interno dello spogliatoio tra i calciatori e lo staff tecnico capeggiato da Ancelotti?

"Il nodo più ingarbugliato da sciogliere è il rapporto tra Insigne, che è il capitano, e il mister, che a Dimaro gli chiese di avere atteggiamenti da capitano. Il ragazzo, invece, continua a non essere disponibile a metterci del suo dal punto di vista dell'impegno in ruoli a lui non congeniali e ha un carattere ribelle, poco incline al sacrificio e maldisposto alla critica. La fascia di capitano, poi, raddoppia il peso della maglia che indossa, e lui non lo regge. Il fatto è che è un senatore nello spogliatoio, e dunque altri calciatori rischiano di essere condizionati dal rapporto tra i due. Perché a Genk è finito anche Ghoulam in tribuna con il capitano?".

Come se ne esce?

"Ne deve uscire il calciatore, che ha 28 anni, non è più un ragazzino e a quest'età si dev'essere abbondantemente calciatori maturi, oppure si resta incompiuti. O decide di mettersi a disposizione del mister e di impegnarsi anche fuori ruolo oppure rischia di perdere i gradi, anche perché c'è uno Younes in rosa che scalpita e chiede spazio in silenzio, e potrebbe essere premiato".

Cosa è successo dopo le vittorie con Liverpool e Lecce? Possibile passare da un estremo all'altro? 

"Presunzione di poter fare un sol boccone del Cagliari in casa e partita approcciata nel peggiore dei modi. Così, col passare dei minuti, sono affiorate le ansie e il goal dei sardi ha traumatizzato la squadra, che ne ha risentito anche quattro giorni dopo contro il Brescia, dove non era più consentito sbagliare, e allora i ragazzi hanno abbassato il baricentro e impostato un secondo tempo di rimessa per difendere il vantaggio tra le mura amiche. Roba contro natura per il Napoli recente. Il problema è che tra Cagliari, Brescia, Genk e Torino, in tre partite abbordabili su quattro, è venuto fuori lo zero nella casella dei goal fatti. Il che significa che il Napoli, notoriamente sciupone, ha smesso di essere davvero pericoloso come prima, speriamo momentaneamente".

Il Napoli deve rivedere gli obiettivi stagionali o è ancora presto? A proposito, quali sono gli obiettivi stagionali e cosa dovrebbe accadere a fine anno per rendere felici i tifosi?

"Se Ancelotti a Dimaro dice che pensare al secondo posto gli fa venire la pelle d'oca, l'obiettivo è il primo posto, che è poi ciò che vogliono anche i tifosi, e ad ottobre sembra già tutto così difficile. Se puntare sulla Champions è impensabile, il Napoli ha un solo obbligo: mettersi a correre in campionato per rincorrere. La sconfitta in casa col Cagliari, a meno di analoghi ribaltoni interni di Juventus e Inter, significa per il Napoli una partita in meno sul calendario rispetto alle rivali. Come se il Napoli debba giocare 33 giornate e le altre 34".


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