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Forgione: "Insigne, che gol. Il Mezzogiorno finge di essere unito solo per la Nazionale"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Forgione: Insigne, che gol. Il Mezzogiorno finge di essere unito solo per la Nazionale

Angelo Forgione si è soffermato sul grande momento che sta vivendo Insigne: "


Angelo Forgione, giornalista e scrittore, attraverso la sua pagina ufficiale Facebook, ha messo in evidenza il grande gol messo a segno ieri da Insigne contro il Belgio: "Tiraggiro: Termine calcistico per indicare il tipo di tiro in cui l'atleta colpisce la palla in modo da darle una traiettoria alta, larga e con molto effetto, creando un arco a rientrare impossibile da prendere per il portiere. È il marchio di fabbrica di alcuni grandi attaccanti del passato come Alessandro Del Piero e del presente come Lorenzo Insigne. A Napoli gliene si fa una colpa ad Insigne. E accade per una questione di percentuale, perché è vero che "il Magnifico" ha sempre un pessimo rapporto tra tiri e gol: un goal ogni dodici tiri. Ricordo una partita contro il Salisburgo in cui provò nove volte nove il tiraggiro, inquadrando lo specchio della porta una sola volta. Indisponente davvero, talvolta, ma poi ti ricordi che lui è profondamente incisivo e decisivo come assist-man, e a uno così che segna anche una quindicina di gol a stagione (qualcuno a giro), quantunque tirando circa duecento volte in porta, non puoi dirgli proprio nulla quando tira a giro e la mette fuori. Alzi le spalle e aspetti il prossimo tiraggiro, che prima o poi diventa gollaggiro. Lui ci prova, tante volte non ci prende - come è normale che sia, altrimenti sarebbe Totti, Baggio o anche solo il primo Del Piero del tiraggiro - e si becca improperi e qualche fischio di troppo dai suoi tifosi e conterranei. Qualche volta il colpo, il suo colpo preferito, gli riesce, e allora il tiraggiro diventa finalmente gollaggiro, e tutti ad esultare, a gioire, a osannarlo. È così che va a chi ha coraggio e fiducia in se stesso. È un po' come il rigore a cucchiaio, che se lo segni sei un fenomeno e se lo sbagli sei un idiota. La differenza sta nel fatto che il tiraggiro, se ce l'hai nelle tue corde, lo puoi provare spesso nel corso di una partita".


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"Alla vigilia del match contro il Belgio, Il Foglio ha scritto che il proverbiale tiraggiro viene "autenticamente ripetuto da Lorenzinho decine di volte a stagione", bollandolo come calciatore fumoso e non decisivo, peraltro anche bambinone caciarone perché ha sparato "Notti Magiche" nelle le casse "con la sobrietà di un karaoke da matrimonio". Mancava solo che si leggesse "I soliti napoletani che fanno sempre ammuina"."Un articolo firmato da Giuseppe Pastore, per il quale "in questa valle di lacrime si staglia un Europeo che ha il potere di cambiare il corso della storia (…). E poi l'esortazione patriottica: "Avanti Lorenzo! Sei reduce dalla miglior stagione di sempre, condita da 19 gol in Serie A ma finita con un quinto posto a causa di uno sciagurato Napoli-Verona in cui, recitano le statistiche, hai tentato cinque tiri, e nessuno nello specchio. Non sembri possedere la scorza del leader, qualunque sia la gradazione dell’azzurro che porti addosso. Ma se c’è un momento grazie al quale puoi prendere quest’articolo, appallottolarlo, giocarci a basket col cestino dei rifiuti e consigliare all’autore un uso più consono della penna e della carta, quel momento è proprio questo". Lorenzo pare proprio aver capito che è il momento di zittire i detrattori, che ha raggiunto gli enta e o scrive ora una pagina importante della sua carriera o non la scriverà mai. Ha provato il tiraggiro al Belgio e gli è girato bene. Poi ha iniziato a correre facendo cenno di scansarsi e poi portando l'indice al naso. "Stàteve zitti", ha detto a Giuseppe Pastore e a tutti quelli che preferiscono parlare di lui piuttosto che di Bernardeschi, tanto per dirne uno che in Nazionale non ha mai inciso. E poi è andato a prendersi il premio di uomo-partita dall'Uefa. Ora, è chiaro che un tiraggiro ai quarti di finale non trasformi un campione, quale Insigne è, in un fuoriclasse, quale non è. Ed è notorio che io non mi scaldi affatto per la Nazionale italiana, che è emanazione calcistica di un Paese ingiusto con il Mezzogiorno che finge di essere unito solo durante le partite della Nazionale. E però spero che sia proprio Insigne a trascinarla anche contro la Spagna, e poi oltre, fino alla vittoria, magari contro gli spocchiosi inglesi a casa loro. Lo faccia come crede, anche tentando e ritentando autisticamente il tiraggiro, purché lo faccia, perché sarebbe bello che un napoletano facesse gioire l'Italia intera. Hai visto mai che non finisca così? In fondo a questa Italia sembra girare tutto bene, pure il tiraggiro di Insigne". Ha concluso il noto giornalista e scrittore.


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Gaetano Brunetti
Giornalista pubblicista dal 2012, ama da sempre il giornalismo. In passato ha collaborato tra l'altro con Cronache di Napoli ed Il Roma. Premiato alla 22° edizione dell'Oscar Campano del Calcio.
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