Forgione: "Il Milan cederà due pezzi pregiati, faccio un nome. Inter e Juve garanzie, De Laurentiis..."

Per analizzare il momento della squadra di Sarri, abbiamo contattato il collega Angelo Forgione, noto scrittore autore del fortunato "Napoli Capitale morale", ultimo lavoro letterario dopo "Made in Naples" e "Dov'è la vittoria, le due Italie del pallone"
Per analizzare il momento della squadra di Sarri, abbiamo contattato il collega Angelo Forgione, noto scrittore autore del fortunato "Napoli Capitale morale", ultimo lavoro letterario dopo "Made in Naples" e "Dov'è la vittoria, le due Italie del pallone" in cui analizza la storia del calcio italiano attraverso analisi socio-economico-politiche. Ecco il passaggio su Inter, Napoli, Milan e Juve.
Mentre ci chiediamo se De Laurentiis possa effettivamente investire di più per potenziare la rosa e le strutture, c’è un Milan alla deriva. Verso quale direzione sta andando il calcio italiano?
Il Milan ha speso molto ma assemblato malissimo, e davvero non mi faceva troppa paura quando tutti la incoronavano la regina del mercato. A giugno sarà costretto a cedere uno o due pezzi pregiati, e credo che uno sarà certamente Donnarumma. E non mi stupirei se venissero fuori ulteriori intoppi societari. De Laurentiis, al momento, ha portato al massimo delle possibilità la gestione di un club che può mantenere il monte ingaggi solo garantendosi la partecipazione alla Champions League. La Roma non naviga nell'oro, anche se si consente il lusso di privarsi degli introiti del main sponsor. Le garanzie, al momento, vengono dall'Inter e soprattutto dalla Juventus, ma anche i bianconeri, pur con capitali Exor, sponsorizzazione FCA e stadio di proprietà, è ben lontana dai top team inglesi e spagnoli. C'è molta montagna da scalare, ma la direzione presa dal nostro calcio è ancora quella degli anni Novanta, quando era il più importante d'Europa. È un movimento tipicamente italiano, che non riesce a far crescere i fatturati, che procede lentamente nella costruzione di nuovi impianti, che non può contrastare la piaga del falso marchandising, che è ancora dipendente dalle banche e che è attaccato all'ossigeno vitale dei diritti televisiviMentre ci chiediamo se De Laurentiis possa effettivamente investire di più per potenziare la rosa e le strutture, c’è un Milan alla deriva. Verso quale direzione sta andando il calcio italiano?
Il Milan ha speso molto ma assemblato malissimo, e davvero non mi faceva troppa paura quando tutti la incoronavano la regina del mercato. A giugno sarà costretto a cedere uno o due pezzi pregiati, e credo che uno sarà certamente Donnarumma. E non mi stupirei se venissero fuori ulteriori intoppi societari. De Laurentiis, al momento, ha portato al massimo delle possibilità la gestione di un club che può mantenere il monte ingaggi solo garantendosi la partecipazione alla Champions League. La Roma non naviga nell'oro, anche se si consente il lusso di privarsi degli introiti del main sponsor. Le garanzie, al momento, vengono dall'Inter e soprattutto dalla Juventus, ma anche i bianconeri, pur con capitali Exor, sponsorizzazione FCA e stadio di proprietà, è ben lontana dai top team inglesi e spagnoli. C'è molta montagna da scalare, ma la direzione presa dal nostro calcio è ancora quella degli anni Novanta, quando era il più importante d'Europa. È un movimento tipicamente italiano, che non riesce a far crescere i fatturati, che procede lentamente nella costruzione di nuovi impianti, che non può contrastare la piaga del falso marchandising, che è ancora dipendente dalle banche e che è attaccato all'ossigeno vitale dei diritti televisivi







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