Forgione: "Conte è stato pessimo, per la prima volta non mi è piaciuto"
Il giornalista e scrittore Angelo Forgione ha commentato le recenti dichiarazioni dell'allenatore del Napoli, Antonio Conte.

Le dichiarazioni di Antonio Conte alla vigilia di Monza-Napoli hanno destato più di qualche preoccupazione. Il tecnico, tra le altre cose, ha riferito che a Napoli non è possibile fare tante cose. Parole che secondo tanti tifosi potrebbero rappresentare la volontà del mister di andare via.
Angelo Forgione ha commentato le parole di Conte sui social: "Pessimo. Stavolta pessimo. Per la prima volta, da quando è a Napoli, Conte non mi è piaciuto affatto. Mi riferisco alla dichiarazione di oggi in conferenza stampa pre-Monza: «In questi otto mesi a Napoli ho capito che tante cose non si possono fare», ha detto il mister, ricollegandosi alle sue altissime aspirazioni esternate alla presentazione di giugno scorso a Palazzo Reale, allorché disse che Napoli doveva diventare un punto di arrivo per i calciatori e non essere considerata tappa intermedia. Lo avrebbe poi ripetuto a metà gennaio, alla vigilia di Napoli-Verona, a pochi giorni dalla partenza di Kvaratskhelia in direzione Parigi, con toni più perentori e minacciosi, avvertendo il club che non sarebbe mai stato un suo obiettivo allenare un club considerato di passaggio".
"Kvara è corso tra le braccia del PSG, non appena il suo entourage ha perfezionato il ricco accordo ricamato per sei mesi, e Conte ha capito che Napoli non è il PSG? Suvvia! Ma davvero credeva di essere andato ad allenare un top club d'Europa? Napoli può competere sul campo con i top-club italiani in difficoltà economica e gestionale, e lo fa con buona costanza da una quindicina d'anni, ma non può competere in termini di appeal, e non solo di appeal, con i top-club europei, e mi riferisco a PSG, Real Madrid, Barcellona, Manchester City, Liverpool e Bayern Monaco. A partire dall'attrattiva del campionato italiano, che non vale quello inglese e quello spagnolo per valore e introiti".
"L'errore, di valutazione, lo commise Conte a giugno, alzando l'asticella dove non poteva alzarla, non il club per cui firmò, che era affermata realtà della Serie A con la sua politica di crescita sostenibile. Del resto, basta pescare le sue tante dichiarazioni da allenatore della Juventus in cui faceva i complimenti al Napoli con cui lottava per quanto era cresciuto venendo fuori da un buio ventennale. A quel tempo, sulla panchina azzurra, c'era Mazzarri. Quanto è cresciuto il Napoli da allora! Tanto, ma non da fargli credere di aver firmato per il Paris Saint Germain. A gennaio Kvara gli ha fatto capire che qui c'era il Vesuvio e non la Torre Eiffel, ma questo è un suo problema, e oggi sbaglia enormemente a ledere l'immagine del club per cui lavora, rimangiandosi quella che al tempo fu enfasi tutta sua. Specialmente in un momento in cui la squadra lotta (ancora) per lo scudetto".
"Tante cose, il Napoli, non le può fare, se rapportato a una decina di club europei, e solo quelli superiori. Ma molte le ha fatte per essere alternativa alle solite strisciate italiane, compreso ingaggiare Conte quando nessuno aveva né coraggio né soldi per farlo", ha concluso Forgione.
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