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Forgione attacca: "Non fare il napoletano... suvvia Criscitiello, non fare il tifoso!"


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Pubblicato nella sezione Interviste
Forgione attacca: Non fare il napoletano... suvvia Criscitiello, non fare il tifoso!

Il giornalista nel suo intervento sulle pagine social ha messo in evidenza l'increscioso episodio che riguarda Criscitiello.


Angelo Forgione, scrittore, sulle sue pagine social ha attaccato Michele Criscitiello per una sua frase contro i napoletani ai microfoni di Sportitalia: "Non è bastato l'autogol del barese Michele Emiliano, governatore della Puglia, che, interrotto dall'omologo lombardo Attilio Fontana in un dibattito sull'autonomia differenziata a 'Uno Mattina' del 23 luglio, ha chiesto al varesino di "non fare il meridionale". Per la serie "Il Sud che fa male al Sud", è toccato poi a un altro Michele, l'avellinese Criscitiello, direttore di Sportitalia, che ha affrontato in modo per niente professionale un tifoso del Napoli residente ad Ancona, risentito, a suo dire, dal troppo spazio dedicato a Juventus, Milan e Inter a scapito della sua squadra del cuore. Sono passati pochi minuti dopo la mezzanotte quando l'emigrante Patrizio va in diretta e viene "riconosciuto" dal conduttore irpino per la marcata inflessione dialettale. Può sembrare il preludio a una simpatica comunicazione tra corregionali, ma il campanile inizia a suonare dopo che il partenopeo avvisa: "Ho delle rimostranze da fare presso di te". Criscitiello mostra immediatamente i muscoli: "La faccia ce la mettiamo sempre e non abbiamo paura di niente e di nessuno, dimmi tutto! Cosa vuoi a mezzanotte e mezza?", manco stesse parlando con un criminale dell'etere".


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Poi aggiunge: "Si accende il fuoco, che divampa quando Patrizio, da casa, dà del "ruffiano" al giornalista, il quale sbaglia completamente la reazione e prende a chiamare in causa la famiglia e i defunti: "Così parli a tuo padre e a tua nonna, se ce l'hai". Fino all'esternazione deontologicamente ed eticamente più condannabile: "Senza educazione non parli a casa mia. Devi solo tacere. Se vuoi fare il napoletano lo fai a casa tua, qua non lo fai". E qui viene fuori il pregiudizio latente di Criscitiello, per il quale l'aggettivo napoletano è evidentemente sinonimo di maleducato. A Patrizio non sfugge l'antifona e, colto nel vivo, si abbassa al livello dell'interlocutore, etichettandolo come "pecoraro di Avellino". Lo scontro prosegue tra accuse ormai sballate del telespettatore napoletano e pezze a colori cucite durante e dopo la telefonata dal giornalista avellinese, che prova ad analizzare "il problema di Napoli" a linea chiusa. Possono mai essere riconducibili al calcio i problemi di Napoli? Suvvia, Criscitiello, non fare il tifoso".


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