Forgione: "Addio ad Anastasi, il bomber dei frigoriferi che fece emigrare il tifo dei meridionali a Torino"

Angelo Forgione, scrittore napoletano, ha ricordato Pietro Anastasi con un lungo post sul suo profilo Facebook.
Ieri si è spento il grande Pietro Anastasi. Angelo Forgione, scrittore napoletano, lo ha ricordato con un lungo post su Faceboook: "Se ne va Pietro "Pietruzzu" Anastasi, il "Pelè bianco", catanese di successo nel Nord del calcio negli anni del "miracolo economico" italiano. Dicono con tipica retorica che sia stato il simbolo del riscatto dei siciliani. Fu molto più concretamente un vero totem per la gente di Sicilia negli anni del benessere costruito dai tanti meridionali che se ne andavano al Nord per riempire le fabbriche e sfuggire alla fame. Lui, per sfondare nel calcio, approdò prima a Varese, la città dell'Ignis, e poi a Torino, regno della Fiat, resa la terza più grande città “meridionale” d’Italia, dopo Napoli e Palermo, dalle migliaia di operai saliti a Torino per produrre automobili. Anastasi fu letteralmente voluto a tutti i costi da Gianni Agnelli, non solo perché grande attaccante ma anche per ottenere il consenso dei siciliani e renderli juventini quando interisti e milanisti non erano troppi di meno. Fu acquistato nel 1968, a frontiere chiuse, con un vero e proprio ricatto per strapparlo di forza all’Inter, a cui era stato promesso dal presidente del Varese, Giovanni Borghi. L'ambito calciatore vestì addirittura la maglia nerazzurra durante un'amichevole prima di firmare per la "Beneamata" , e segnò pure, ma nell'intervallo gli comunicarono il blitz improvviso compiuto da Agnelli. Borghi era il patron della Ignis, e produceva l’articolo del momento, il rivoluzionario frigorifero. I compressori glieli forniva la Fiat di Agnelli, che minacciò di interrompere le forniture. Borghi non poté rifiutare e dirottò il ragazzo a Torino. «Non potevo fare altrimenti. Io con quelli ci lavoro», disse il patron varesino al presidente dell'Inter, Fraizzoli. Il cartellino del bomber fu pure pagato caro, in parte proprio con una fornitura di compressori".
Forgione prosegue: "La foto di Anastasi in maglia bianconera entrò prepotentemente nelle case torinesi di periferia come in quelle siciliane, così come quelle del sardo Cuccureddu, del palermitano Furino, del leccese Causio e del calabrese Longobucco, tutta una significativa rappresentanza meridionale nei 5 scudetti juventini degli anni Settanta che accrebbe la sempre maggiore simpatia dei tanti appassionati nel Mezzogiorno per la Juventus. Furono proprio i meridionali di Torino, quelli che costruivano le fortune economiche degli Agnelli, a iniziare a tifare in massa per la squadra del padrone, trasmettendo la juventinità ai parenti rimasti al Sud, sui quali faceva facilmente presa tutto ciò che gravitava attorno al miraggio della ricchezza e del successo settentrionale. Il Torino divenne la squadra dei torinesi; la Juventus quella dei lavoratori provenienti dal meridione. La squadra bianconera, il cui nome non era quello di una città e non imponeva il cliché del campanile, ingrandì la sua tifoseria e la sua popolarità con nuove generazioni di fedelissimi immigrati – figli e parenti – che si identificarono con le vittorie della “zebra”. Anastasi sapeva di aver inaugurato l'emigrazione di massa del tifo meridionale verso la Juve studiata a tavolino dalla famiglia Agnelli. «Fui uno dei primi giocatori meridionali ad avere successo nel grande calcio», disse qualche anno fa. «Sentivo di essere diventato un modello, anche un motivo di speranza per tanti ragazzi che come me inseguivano i loro sogni partendo per il Nord». In una siffatta Italia, qualche avversario in campo lo insultava dicendogli "terrone". «Io gli rispondevo dicendogli: "Sarò pure terrone, ma guadagno più di te che sei un polentone». Con Anastasi scompare un grande calciatore del passato ma anche un vero e proprio simbolo sociale di un'Italia che non scompare. Lei no".







Napoli-Frosinone: 3-0, commento e analisi in 3 minuti
Il Napoli ha già scelto il sostituto di Anguissa
Napoli, calendario Champions 2026-2027: data e ora delle 8 gare
"1 agosto 1926", coro e testo
"Sono napoletano", coro e testo
Guarda tutti i video pubblicati su AreaNapoli.it
