Fontana: "Il Napoli sta ragionando in ottica futura, si è assicurato portiere giovane e forte"
L'ex portiere di Napoli e Inter, Alberto Fontana, ha fatto il punto sugli estremi difensori della squadra azzurra soffermandosi sul futuro di Meret.

L'ex portiere di Napoli e Inter, Alberto Fontana, attraverso l'intervento ai microfoni di 1 Station Radio, ha parlato della situazione di casa Napoli soffermandosi sugli estremi difensori azzurri: “Credo che l’amore tra Meret e il Napoli non sia mai esploso del tutto. All’inizio, tra infortuni e l’arrivo di Ospina che ha fatto molto bene, non c’è mai stata la scintilla".
Poi ha aggiunto: "Però lui resta un portiere molto importante, un ragazzo che, vista l’età, gioca ad alti livelli da tempo, ha vinto uno scudetto ed è nel giro della Nazionale. Se dovessi costruire una squadra, io lo prenderei. Se fossi nel Napoli, lo rinnoverei. Il club offre rinnovo di un anno a Meret? Questo, secondo me, è un segnale che la società non crede fino in fondo nel ragazzo. Inoltre, il Napoli si è assicurato un altro portiere giovane e molto forte: Elia Caprile. Probabilmente la società sta ragionando in un'ottica futura per gestire al meglio questi due talenti. Il ruolo del portiere è delicato: deve esserci fiducia nei presupposti giusti, altrimenti, ogni volta che si subisce un gol, tutti si girano a cercare un colpevole".
"È uno sport nello sport, perché, pur essendo parte della squadra, ha una responsabilità individuale enorme. Si ricordano più gli errori che le parate. Per questo, salvo eccezioni come Buffon, che non fanno testo, un portiere ha bisogno di qualche anno in più per maturare completamente. Chi è già pronto a 17-18 anni è un’eccezione. Possiamo dire che con Meret e Caprile la squadra sia ben coperta in porta, oggi e nel futuro, e forse è proprio la crescita potenziale di Caprile a spingere il Napoli a proporre a Meret rinnovi annuali. Ha senso pensare che la società non possa portare avanti entrambi per sempre. Vista la giovane età di Caprile, è probabile che in futuro torni a Napoli. Se continuerà a giocare come sta facendo a Cagliari, si sarà guadagnato il posto sul campo. Nessuno gli ha regalato nulla, anzi. Gli va dato merito di aver chiesto fortemente di andare al Cagliari, una squadra che lotta per salvarsi. Questo dimostra che ha voglia di giocare e di dimostrare il suo valore. Una scelta coraggiosa, ed è una scelta che mi fa molto piacere. Mi viene in mente Vicario, che ha fatto un percorso simile: dal Cagliari è andato all’Empoli, dove nessuno lo conosceva, e oggi è un portiere di livello mondiale. A volte, scendere di categoria per giocare è la scelta giusta: ti permette di crescere, di tornare con più esperienza e di affrontare meglio i momenti difficili, che per un portiere arriveranno sempre".
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