Fiorentina, Cutrone: "Fatemi dire la mia su Montella, Gattuso e sul Milan. A Napoli possiamo farcela"

L'attaccante della Fiorentina si è presentato ai tifosi viola in conferenza stampa e non potevano mancare parole sul recente passato.
E' il giorno di Patrick Cutrone che si presenta ai tifosi della Fiorentina. Queste le sue prime parole in conferenza stampa: "Segnare alla prima da titolare è stata una bellissima emozione - ha esordito -, lavoro sempre al 100% per farmi trovare pronto e spero di continuare così. Il gol una risposta al Milan che mi ha ceduto? No, le risposte si danno in campo e io posso solo ringraziare loro e il Wolverhampton per avermi dato fiducia, poi nel calcio questo tipo di cose possono succedere. Obiettivi? Sono qui per pensare partita dopo partita, ma ho i miei così come quelli della squadra. Voglio migliorarmi in tutto e darò il massimo per farlo. Pradè mi chiama bomber? Bello sentirlo, è un onore e cercherò di farmi chiamare così il più spesso possibile. Sono tornato in Italia sia per riconquistare la Nazionale che per avere una nuova sfida dove dimostrare che posso far bene. Il Wolverhampton non aveva più fiducia in me e appena ho sentito parlare di Fiorentina ho detto subito di sì, una scelta che mi ha reso contentissimo". Su Vincenzo Montella, suo allenatore al Milan, che non troverà sulla panchina viola visto il recente esonero: "Lo ringrazio perchè mi ha fatto esordire, ma sono contento di lavorare con Iachini, molto bravo con i giovani e con la squadra".
Sabato la Fiorentina affronterà il Napoli di quel Gattuso che "ha avuto fiducia in me al Milan, poi ha fatto delle scelte che devo accettare, ma mi hanno fatto crescere. Sarà una gara difficile in uno stadio difficile, ma siamo una bella squadra e possiamo farcela". Sul neo compagno di squadra Federico Chiesa, Cutrone ha spiegato che "le sue doti le conoscono tutti, sono sicuro che farà bene. Lo conosco dai tempi dell'U21, ma ci sono anche calciatori bravi come Vlahovic o Boateng, conoscendoci meglio tutti potremo fare il massimo per la squadra". Poi il ritorno sull'esperienza inglese che "mi ha fatto imparare tanto anche a livello umano. Lo stile di gioco lì è diverso, ma ho imparato meglio una nuova lingue e un'altra cultura. Perchè la maglia numero 63? E' l'anno in cui è nato mio padre, gli ho dedicato anche il gol di ieri perchè mi sta vicino e mi sopporta".







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