Fiorella Mannoia pazza di Napoli, l'elogio a Pino Daniele: "Era il musicista per eccellenza"
L'artista romana Fiorella Mannoia non ha mai nascosto il proprio amore per la città di Napoli.

Fiorella Mannoia è romana, ma ha Napoli nel cuore. La cantante ha recentemente rivelato di essere alla ricerca di una casa nel capoluogo campano. E d'altronde l'artista sarà spesso in città nelle prossime settimane. Previsti anche due megaeventi in piazza Plebiscito a Napoli.
Fiorella Mannoia ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de Il Mattino: "Cosa mi sta lasciando questa esperienza? Innanzitutto, la sorpresa per un grande successo, ad essere sinceri un po’ inaspettato. Con un repertorio interamente riarrangiato in chiave orchestrale, infatti, il risultato non era poi così scontato. Andare a toccare canzoni che la gente ama e canta da decenni è sempre un rischio. E invece il 6 settembre chiuderemo questo tour a Cortona festeggiando il centesimo concerto".
Una scommessa vinta. "Ritrovarmi catapultata su un palco con oltre venti musicisti dopo una lunga tournée pianoforte e voce con Danilo Rea è stato un bel salto dimensionale. Fra l’altro tutto all’insegna dell’esaurito".
Ce l’ha un sogno di riserva chiuso nel cassetto? "Con Carlo (Di Francesco, il marito-produttore, ndr) stiamo lavorando con calma, molta calma, al prossimo album. Vedremo. Ogni tanto mi sfiora è d’incidere una cosa tipo “Onda tropicale 2”, anche se stavolta focalizzando il repertorio sulla canzone latino-americana e non brasiliana come nel primo capitolo. Un paio di classici quali “Bésame mucho” e “Quizás quizás quizás” li faccio già in questo spettacolo. Mi piace la vena malinconica nascosta nell’allegria del son cubano e di tanta altra musica proveniente dall’altra parte dell’Atlantico".
Il 18 settembre è tra i protagonisti del concertone «Pino è». "Credo che nella musica italiana ci sia stato un prima e un dopo Pino Daniele. Non c'è artista che non lo ami, perché lui era il musicista per eccellenza. Uno che ha saputo unire la tradizione della sua terra con quella del blues entrando nella vita di tanti. Ecco perché con gli organizzatori della serata abbiamo convenuto che, a dieci anni dalla sua morte, fosse doveroso ricordarlo a casa sua. D’altronde io sono cresciuta con le canzoni di Pino. E, oltre ai tanti incontri su e giù dal palco, ho avuto la fortuna pure di andarci in tour nel 2002 assieme a Ron e De Gregori».
Il 25 settembre porta invece nel salotto buono di Napoli una nuova edizione di «Una nessuna centomila». La prima al Sud. Con quale formula? "La stessa dell’anno scorso a Campovolo, ovvero con colleghe e colleghi. Questo perché ormai sono tanti gli uomini che hanno chiesto di poter abbracciare la causa, contribuendo al laboratorio artistico messo in piedi da noi “ragazze” tre anni fa per aiutare le donne vittime di violenza e promuovere la parità di genere. Pure il pubblico è in continua crescita, basta pensare che quest’anno abbiamo esaurito piazza del Plebiscito senza annunciare un solo nome del cast".
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