Ferrara: "Situazione Napoli seria, non gravissima". Poi punzecchia Ancelotti: "Puoi pure dare dieci..."

Liberato Ferrara, giornalista, nella sua analisi, punzecchia il tecnico del Napoli Carlo Ancelotti per alcune dichiarazioni rilasciate in passato.
Il giornalista Liberato Ferrara ha pubblicato un editoriale su persemprenapoli.it. Ecco quanto si legge: "La soluzione del problema si avvia nel momento in cui si capisce di avere un problema. Prima si capisce, prima se ne viene fuori. E’ questo il momento in cui in casa Napoli serve restare coi nervi saldi. La situazione è seria, ma non gravissima. Non è il momento di iniziare una caccia alle streghe. E’ il momento di prendere coscienza del momento. E procedere con calma. Sapendo che la soluzione non è semplice. Però è bene fare un’analisi retrospettiva. Capire cosa non va. Non esiste un colpevole solo, ovvio. Ma tutti hanno le proprie responsabilità. A cominciare dalla stampa. Si la stampa è probabilmente responsabile più di tutti. Ci sono piazze in cui si cerca la polemica a tutti i costi. A Napoli avviene esattamente il contrario. Per la stampa napoletana, in linea di massima va sempre tutto bene, quando si parla del Napoli. Attenzione: non è, come pensa qualcuno, per timore reverenziale nei confronti della società. Magari per qualcuno è anche così, ma la verità è un’altra. Si parla bene del Napoli perché è questo quello che vogliono i tifosi/clienti. Chi critica, anche a ragion veduta, è identificato come nemico, un destabilizzatore. Per evitare di essere criticati, e per vendere più giornali, aumentare l’audience televisivo eccetera, si è fatto credere che questa fosse una squadra da scudetto. Non lo era, non poteva esserlo. Squadra fatta di buoni giocatori, ma costruita male, malissimo. Non è una squadra. Ma si può dirlo. Si passa per essere contro il Napoli. I social, strumento straordinario, ma straordinariamente pericoloso, hanno fatto il resto. Ci sono vari mantra. Se critichi la gestione della società arte immediatamente il classico “meritate Naldi e Corbelli”. Se muovi rilievi alla gestione tattica della squadra il siluro porta scritto “Pensi di capirne più di Ancelotti”?".
Liberato Ferrara ha poi aggiunto: "Alla fine i nodi vengono al pettine. Diciamo la verità: a tutti piace prendersi gli applausi. Sebbene non siano dolorose come le “mazzate” certe parole fanno male. E poi c’è il “botteghino”. Se scrivi o parli bene la gente compra i giornali e vede la TV. Aumentano anche i clic sui siti. Se scrivi male aumenta la tua visibilità sui social, ma si tratta di commenti fatti senza leggere, il clic non scatta. E allora perché dire la verità, se la verità non paga? Perché dire quello che si pensa, se conviene a tutti dire il contrario? Si può sempre cambiare idea, la gente dimentica. Puoi anche dare 10 al mercato del Napoli (parole di Ancelotti), e poi dopo un paio di mesi dire che manca il regista, e che a centrocampo siamo contati. La gente dimentica. Sia ben chiaro un concetto: il giornalista deve vendere un prodotto. Offre al cliente quello che il cliente vuole. Il problema che poi si paga anche in questo caso il conto. Se il Napoli va male crollano le vendite dei giornali e gli ascolti TV. Crollano anche le entrate pubblicitarie. Ma questo è un altro discorso".







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