Ferrara sentenzia: "Ancelotti a meno dieci da Sarri, cosa è successo? C'è un solo colpevole"

Liberato Ferrara, giornalista, nel suo editoriale ha analizzato quanto sta accadendo in casa Napoli dopo il pareggio con il Torino.
Il giornalista Liberato Ferrara, nel suo articolo per il portale Persemprenapoli.it, ha fatto il punto sul momento della compagine azzurra: "Azzurri in tono basso col Toro così come con la Fiorentina, un po’ spenti meno vivaci di quella forma briosa e frizzante alla quale eravamo abituai in passato. Il Napoli è in netto calo, lo dicono i numeri, lo dice il campo ma rispetto a che e a chi? La Juve è già volata via con 13 punti di vantaggio, ma se confrontiamo la stagione azzurra rispetto ad un anno fa ci viene da fare spalline. Ed è un piccolo psicodramma calcistico Di questi tempi il Napoli di Sarri, un anno fa, navigava davanti alla Juventus, era primo in classifica, ed aveva 10 punti in più rispetto a quest’anno, eppure Sarri non è Carlo Ancelotti, c’è un abisso nel palmares dei due: era al quarto anno di serie A, Sarri, è alla quinta potenza della sua carriera Ancelotti vincitore di Coppe, Trofei e sfide di freccette. E allora cosa è successo?".
Ferrara ha aggiunto: "La Juve si è rinforzata con l’arrivo di Cristiano Ronaldo-uno che vince partite e campionati da solo e vede la porta come nessuno al mondo-poi l’aiutino dagli Dei del Palazzo (che non son quelli del calcio sia ben chiaro, altrimenti il buon Gianni Brera si rivolta nella tomba), ma non è questa la sola ragione. O almeno l’unica. Certo, se pensavi di avere tanto ritardo dalla prima tu Adl avresti ragionato così: ingaggio un De Zerbi o Giampaolo, ottimi allenatori non mi sveno con una Ferrari come Ancelotti. Il buon presidente De Laurentiis che pure abbiamo spesso criticato se ha assunto uno degli allenatori più affidabili e vincenti al mondo era per tallonare da vicino la corazzata di Torino ed allora? Sembra che Ancelotti non abbia ancora trovato la quadratura del cerchio, anche a causa di una serie di inattesi infortuni - prima ci si faceva meno male nel Napoli -, si sia trovato spesso quindi a dover rinunciare a pedine importanti, ma la sua idea tattica è ancora un cantiere in costruzione, della serie lavori in corso. Sarà un anno di transizione, col sogno nel cassetto - però fattibile e perseguibile dell’Europa League - per poi sperare di fare faville di qui a 12 mesi. Poi ci sono le responsabilità della società in sede di mercato: via Hamsik, via Rog, non si è ingaggiato nessuno in alternativa: le scelte a centrocampo si sono ridotte in quantità ed in qualità. Lì Carletto ha gli uomini contati. E le responsabilità di questo impoverimento ed indebolimento della rosa sono solo della proprietà. E’ inutile girarci intorno".







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